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Comunicato stampa

27 Aprile 2026

PARLAMENTO RECEPISCA UE DIRETTIVA SU QUERELE TEMERARIE 

PARLAMENTO RECEPISCA UE DIRETTIVA SU QUERELE TEMERARIE 

Dichiarazione di Maurizio Turco e Irene Testa ai Presidenti di Camera e Senato e per conoscenza alla Presidente del Presidente

il prossimo 7 maggio scade il termine previsto per il recepimento della Direttiva europea volta a contrastare le cosiddette SLAPP (Strategic Lawsuits Against Public Participation), ovvero le azioni giudiziarie pretestuose e intimidatorie promosse per scoraggiare il giornalismo d’inchiesta, la libertà di espressione, la partecipazione civica e il controllo democratico da parte dei cittadini.

Si tratta di un passaggio fondamentale per la tutela dello Stato di diritto e per la difesa di quanti, attraverso l’informazione, l’impegno civile e politico, denunciano abusi, corruzione, mala gestione e violazioni dei diritti.

L’Italia, purtroppo, conosce bene il fenomeno delle querele temerarie e dell’uso distorto degli strumenti giudiziari come mezzo di pressione e censura. Lo dimostra quanto sta accadendo a testate come L’Unità e Il Riformista, così come a giornalisti, attivisti, associazioni e semplici cittadini costretti a subire procedimenti lunghi, onerosi e spesso infondati, con effetti dissuasivi gravissimi sul dibattito pubblico.

Per queste ragioni chiediamo con urgenza che Parlamento e Governo assumano ogni iniziativa necessaria affinché l’Italia recepisca integralmente e tempestivamente la Direttiva europea, introducendo strumenti efficaci per:

il rigetto rapido delle azioni manifestamente infondate o abusive;

sanzioni adeguate nei confronti di chi utilizza il processo come strumento intimidatorio;

il ristoro dei costi sostenuti dalle vittime di SLAPP;

la protezione concreta della libertà di stampa e della partecipazione democratica.

Il rispetto delle scadenze europee è importante, ma ancora più importante è dare finalmente risposta a una questione che riguarda la qualità della nostra democrazia.

In difetto di un tempestivo intervento, ci vedremo costretti a valutare il ricorso alle competenti sedi giudiziarie europee e nazionali per la tutela dei diritti lesi e per l’adempimento degli obblighi previsti dall’ordinamento dell’Unione.

Confidiamo che le Istituzioni sappiano raccogliere questa responsabilità senza ulteriori indugi.

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