Autodichia. Testa e Turco con sentenza Corte si incrina il muro della zona franca parlamentare. Continueremo a vigilare ed informare per la piena l’affermazione dello Stato di Diritto

Dichiarazione di Irene testa e Maurizio Turco della Presidenza del Partito Radicale
Siamo parzialmente soddisfatti per la decisone della Corte Costituzionale che avalla quanto da anni andiamo sostenendo riguardo in particolare all’uso distorto che negli anni il Parlamento e gli Organi Costituzionali hanno fatto dell’autodichia.

Riguardo la materia appaltistica, la sentenza è chiara e stabilisce i confini entro cui l’autodichia può operare, escludendo categoricamente che anche le controversie relative ai fornitori e agli appalti possano essere gestite in autonomia. Questa sentenza porrà finalmente un limite all’uso spropositato di delibere degli uffici di presidenza ma rafforza la sovranità della legge riguardo molti aspetti della vita delle Camere.

Anche la questione dei vitalizi, e delle elargizioni, non potrà essere gestita con delibera ma dovrà essere una legge a regolarne il funzionamento. Rimane l’amaro in bocca per una categoria di personale pubblico, i dipendenti delle amministrazioni parlamentari, che, ingiustamente, rimarrà figlia di un dio minore e non avranno diritto ad un giudice esterno e terzo nelle loro controversie di lavoro. Si tratta di una clamorosa vittoria, seppure a metà, che riscuote la nostra battaglia contro la zona franca nei Palazzi della politica.

Il quadro contorto che esce dalla sentenza n. 262 non rende giustizia all’impegno del ricorrente e del Partito Radicale che lo ha sostenuto, ma dimostra che la battaglia andava combattuta e merita di essere proseguita, poiché forti dubbi continuano a rimanere in merito alla legittimità Costituzionale dei tribunalini speciali interni alle amministrazioni parlamentari che in via esclusiva continueranno a decidere sui propri dipendenti.

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