DICHIARAZIONE sul Consiglio Europeo del 28-29 giugno 2018 e in particolare sull’apertura dei negoziati con la Repubblica di Albania

1. Nel cuore dell’Unione Europea c’è un’enclave rappresentata dal gruppo dei paesi balcanici: la Repubblica d’Albania, la Bosnia ed Erzegovina, la Repubblica di Macedonia, il Montenegro e la Repubblica di Serbia e la Repubblica del Kosovo.
2. L’UE ha aperto negoziati con il Montenegro dal giugno 2012 e con la Repubblica Serba dal gennaio 2014; mentre la Repubblica d’Albania è candidata dal giugno 2014 e la Repubblica di Macedonia dall’ottobre 2009; potenziali candidati sono la Bosnia ed Erzegovina e la Repubblica del Kosovo.
3. L’UE dopo l’allargamento del 2004 ha reso sempre più difficoltoso l’ingresso di nuovi membri al punto che vi sono alcune condizioni – a cominciare dal rispetto dello Stato di diritto e dei diritti umani – che diversi paesi già membri non sono in condizione di soddisfare, come peraltro sancito da sentenze della Corte europea dei diritti dell’Uomo.
4. Il Partito Radicale
a) chiede tempi rapidi per l’inclusione dell’enclave balcanica nell’UE accompagnata da un approfondimento democratico dell’Unione Europea che riprenda il cammino interrotto dai Governi dei paesi membri con lo stravolgimento dell’Atto Spinelli;
b) in particolare rivolge un appello alla Repubblica Francese e ai Regni di Olanda e Danimarca, affinché prendano atto delle riforme adottate dalla Repubblica d’Albania riconosciute dalla stessa Commissione europea che il 17 aprile ha a seguito della verifica dei progressi nel campo della riforma della Giustizia, allineata ora agli standard europei; nella Pubblica Amministrazione, più’ snella, operativa ed efficace; nella riforma dei poteri locali; e dei grandi successi nella lotta alla corruzione e nella sicurezza dei confini. Repubblica d’Albania che la Commissione ha inoltre riconosciuto essere un generatore di pace e stabilità, di cooperazione e moderazione nella regione, pienamente allineata con la politica estera e di sicurezza dell’Unione.

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