Spettabile Partito Radicale, Carissimi compagni radicali,

Ho qui accanto a me ed ho appena finito di leggere “Una libertà felice”.

Sono un ragazzo di 22 anni e Vi scrivo dalla Provincia di Monza Brianza.
Milito nel Partito Democratico dal 2012 e solo da poco – in realtà – ho
scoperto di essere radicale.

Certo, mi è capitato di sentir parlare di qualche Vostra battaglia per
il diritto alla conoscenza ma sinceramente per molti anni Vi ho dato per
scontato, “tanto per quelle cose ci sono i radicali”, pensavo!

Eppure ho la presunzione di ritenermi un radicale; sarà per la volontà
che ho da sempre di dare voce a chi non ha voce, sarà per lo scandalo
di fare politica senza voler ad ogni costo raccogliere consenso ma
neppure farmi condizionare dal consenso, sarà che ho conosciuto le
ideologie ma ho scelto le battaglie.

Oggi decido di iscrivermi (ho versato la quota dal sito proprio
pochissimi minuti fa) al Partito Radicale, ne sento l’esigenza storica,
avverto i rischi di anni di democrazia violata… ma scopro la fatica di
raccogliere 3000 iscritti e me ne rattristo, senza meravigliarmi.
D’altronde persino ad un ragazzo con la passione della politica come me
eravate in fondo sconosciuti fino a qualche mese fa, malgrado esistiate
da oltre 60 anni e sempre con lo stesso nome!

Dunque mi iscrivo, lo faccio con convinzione e speranza, ma soprattutto
con la voglia di lavorare e il piacere di ritrovarVi a portare avanti le
nostre battaglie di libertà a partire dai marciapiedi.

Con affetto e stima.

Giosuè Calvanese