Nelle prime ore di lunedì 10 settembre, Kem Sokha, presidente del principale partito di opposizione cambogiana, il Partito di Salvezza Nazionale, iscritto al Partito Radicale, è stato rilasciato su cauzione. La liberazione tuttavia sembra essere solo parziale poiché il leader cambogiano potrebbe rimanere confinato agli arresti domiciliari.

Ringraziamo gli oltre 560 sottoscrittori che hanno sostenuto l’appello lanciato il 31 agosto dal Partito Radicale che ne chiedeva l’immediato rilascio.

Tra questi ricordiamo in particolare gli Ambasciatori Giulio Terzi e Camillo Zuccoli, il filosofo Aldo Masullo, gli on. Roberto Giachetti e Sandro Gozi, i sen. Roberto Rampi e André Gattolin, i deputati europei Ramon Tremosa, (Spagna), Petras Austrevicius, (Lituania) Norica Nicolai, (Romania), Brando Benifei (Italia) e l’attore
Paolo Hendel.

Dunque, dopo un anno di detenzione preventiva di Kem Sokha, accusato di collusione con potenze straniere e di “tradimento”, con le elezioni farsa alle spalle, la pressione internazionale e l’accordo commerciale con l’UE da salvare hanno indotto l’uomo al potere da 33 anni in Cambogia, Hun Sen, a desistere.

La battaglia però non si ferma certo qui: il 26 settembre saremo nuovamente a Ginevra, al Consiglio ONU sui Diritti Umani, con alcuni dei tanti militanti cambogiani che continuano a iscriversi al Partito Radicale anche in queste ore per raggiungere il traguardo dei 3000 iscritti entro il 31 dicembre.