La settimana scorsa è passato sotto silenzio il non invidiabile record di essere il primo tra i 47 paesi membri del Consiglio d’Europa, seguiti da Russia e Turchia, a non riformare la Giustizia a seguito delle sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
Al centro delle condanne, la lunghezza delle procedure giudiziarie civili, penali, amministrative.

C’è una patente e colpevole responsabilità dell’inerte ed inerme classe dirigente di questo paese, non solo parlamentare. Alla quale non si può rispondere con l’uso della carcerazione preventiva a go go.

Chi in questi anni ha elogiato il modello Riace, spingendo il Sindaco ad osare sempre di più anziché correggere leggi che si ritenevano sbagliate, oggi si lava la coscienza parlando di disobbedienza civile. Si, ma contro chi quelle leggi non ha cambiato.