SREBRENICA – IERI I BALCANI, OGGI LA LIBIA, DOMANI L’EUROPA.

Roma, 11 luglio 2019 – Dichiarazione di Maurizio Turco e Irene Testa, Segretario e Tesoriere del Partito Radicale:

La ricorrenza del massacro di Srebrenica – dove furono uccisi 8.000 uomini e ragazzi bosniaci di religione musulmana, dall’Esercito Serbo-Bosniaco, grazie all’inerzia delle Nazioni Unite e del Comando olandese – non può essere isolata dal contesto nel quale è maturato: una guerra civile nel cuore dell’Europa.
In occasione di quella guerra non furono pochi i resistenti che si iscrissero al Partito Radicale con Emma Bonino e Sergio Stanzani, allora Presidente e Segretario del Partito Radicale, che si recarono sotto la Sarajevo bombardata, con il Sindaco Muhamed Kreševljaković che si iscrisse al Partito Radicale e legò il suo impegno per salvare la sua città a quello di salvare il Partito Radicale, impegnato nella campagna per i trentamila iscritti.
Come ieri, oggi assistiamo impassibili, inerti a quello che accade in Libia, avamposto dei profondi sconvolgimenti dell’Africa sub sahariana. Sarajevo non è meno lontana di Tripoli. I silenzi che diventano complicità li conosciamo. Sin dal tempo dei campi nazisti, prima di intervenire si è riflettuto sempre troppo.

Oggi è necessario intervenire sull’emergenza intervenendo in Libia, con la stessa forza con la quale si intervenne a Sarajevo. Ma è solo un intervento straordinario che contrasti l’avanzata cinese, che tutto compra a discapito delle popolazioni locali costrette ad emigrare, che potrà evitare la catastrofe che incombe e della quale l’Europa è la prima, diretta interessata.

Ma fa più notizia, desta più curiosità, fa più identità dividersi se farli sbarcare tutti o non farne sbarcare nessuno. Mentre è più complesso, ma necessario, concepire forme di cooperazione preventive di quelle partenze, oggi ancora meramente simboliche.