Giornata internazionale contro i test nucleari

Giornata internazionale contro i test nucleari

NEW YORK, 9 SETTEMBRE 2019 – I test nucleari hanno “conseguenze disastrose” per le persone e il pianeta. Così ha detto un alto funzionario delle Nazioni Unite alla seduta plenaria dell’Assemblea Generale dell’ONU lunedì scorso. Gli eventi di commemorazione tenuti in occasione della  Giornata internazionale contro i test nucleari servono come “importante e severo promemoria… delle disastrose conseguenze dei test nucleari sulla salute umana e sull’ambiente”.

Il Segretario esecutivo dell’Organizzazione globale del Trattato sul divieto dei test nucleari (CTBTO) Lassina Zerbo ha dichiarato di sperare che la Giornata “ispiri i paesi ad adottare misure concrete che ci consentiranno di raggiungere finalmente il nostro obiettivo di un mondo libero dai pericoli dei test nucleari. […] Ma il nostro lavoro non è finito. L’unico percorso che ci porterà a questo nobile obiettivo è attraverso la verificabilità del Trattati CTBT e la sua universalizzazione.”

Il Segretario Generale Antonio Guterres ha osservato che la Giornata, che nel 1991 ha segnato la chiusura del sito di test nucleari si Semipalatinsk, è servito a due scopi: “In primo luogo, per rendere omaggio alle vittime dei test nucleari e, in secondo luogo, per sensibilizzare alla continua minaccia che tali test pongono all’ambiente e alla sicurezza internazionale” da parte di attori statali ma anche terroristici.

Dal 1945 ad oggi, sono stati condotti circa 2.000 test nucleari in tutto il mondo, e i dati ONU stimano che ci siano circa 14.000 armi nucleari.

“Popoli di regioni diverse come il Sud Pacifico, il Nord America e il Nord Africa hanno ugualmente sofferto dell’avvelenamento delle acque sotterranee, ricadute radioattive e altri effetti collaterali per la salute e le condizioni di vita”, ha aggiunto Guterres. “Oggi serve come promemoria del nostro obbligo morale di garantire un divieto giuridicamente vincolante sulle armi nucleari.”

E sebbene il CTBT sia ampiamente sostenuto e che il suo meccanismo di verifica, il Sistema di Monitoraggio Internazionale, abbia contribuito a facilitare la pace e la sicurezza internazionale, oltre 20 anni dopo la sua adozione, il Trattato non può entrare in vigore fino a quando non sarà stato firmato e ratificato da Cina, Egitto, India, Iran, Israele, Corea del Nord, Pakistan e Stati Uniti, ciascuno dei quali possedeva energia nucleare o reattori di ricerca al momento della Conferenza del 1996 sul disarmo.

Ha concluso Guterres:

“Voglio sfruttare questa opportunità per invitare ancora una volta tutti gli Stati a firmare e ratificare il CTBT senza ulteriori indugi, e affinché i restanti otto Stati lo facciano con un senso di urgenza. Nel 21° secolo, i test di armi nucleari semplicemente non sono più accettabili.”

 

Sintesi e traduzione di Laura Harth

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About the Author

Maurizio Turco

Segretario del Partito Radicale. Militante dal 1979, eletto per la prima volta nel Consiglio del Partito Radicale nel 1983. E' stato, tra l’altro, Presidente dei deputati radicali al Parlamento europeo e coordinatore degli eletti radicali alla Camera dei Deputati.

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