Sondaggio European Council on Foreign Relations: diamo al popolo quel che vuole – domanda popolare per una forte politica estera europea

Il 10 settembre, il European Council on Foreign Relations ha pubblicato l’esito di un suo sondaggio pan-europeo sulla visione e le preferenze dei cittadini europei in materia di politica estera e il ruolo che vuole attribuire all’Unione europea. Emerge una chiara volontà condivisa di conferire più poteri a Bruxelles per arrivare ad una forte e coesa politica estera del blocco europeo, capace di tracciare una propria linea indipendente nel quadro geopolitico sempre più complicato e giudicato pericoloso dai cittadini. Però, sottolineano i cittadini, le istituzioni europei devono dimostrare di esserne all’altezza a pena di veder revocato un eventuale mandato in tal senso e devono prestare ascolto ai temi e le preferenze di politiche da perseguire in questi ambiti dai cittadini.

Tra le priorità assolute vi è la questione migratoria, e le risposte attese da Bruxelles:

Nel frattempo, gli elettori europei sono sempre più convinti che la politica migratoria dovrebbe includere degli aiuti allo sviluppo mirati ai problemi che spingono le persone dei paesi terzi a recarsi in Europa. La mancanza di prospettive economiche nei paesi di origine è uno dei principali motori della migrazione verso l’Europa. Sebbene gli elettori spesso favoriscano maggiori sforzi per sorvegliare le frontiere esterne dell’UE, vedono un aumento dell’assistenza economica ai paesi in via di sviluppo come la seconda misura più importante per scoraggiare la migrazione. Una media del 65% delle persone negli Stati membri – e non meno del 50% in tutti gli Stati membri – sostiene questo approccio. Mentre le ricerche più pertinenti suggeriscono che l’attuale livello di aiuti allo sviluppo farà ben poco per ridurre la migrazione, è improbabile che ciò impedirà ai governi europei di perseguire questo approccio dato che vi è un forte sostegno da parte degli elettori.”

Appare evidente come la priorità della ripresa della lotta contro la fame nel mondo e tutte le sue ragioni sottostanti, adottata nella mozione del 41° Congresso del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito dello scorso luglio, sia di già percepita da una maggioranza importante del “popolo europeo” come la linea da perseguire. Come spesso evocato da Marco Pannella:  quando avrò convinto i radicali – in questo caso, si addirebbe ancor meglio alle forze politiche e governative – so di aver già convinto una maggioranza del popolo.

Laura Harth

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