Senato USA adotta legge bipartisan sui diritti umani degli Uiguri in Cina

WASHINGTON DC, 11 SETTEMBRE 2019 – Mentre al Consiglio Diritti Umani la Repubblica Popolare Cinese si prepara ad un’ulteriore offensiva di difesa delle sue politiche contro gli Uiguri nella Regione autonoma dello Xinjiang, proprio nella giornata di commemorazione delle stragi del 11 settembre 2001, negli Stati Uniti il Senato approva una legge bipartisan a sostegno della popolazione musulmana vittima delle politiche di repressione etnica da parte del Governo di Pechino.

La regione dello Xinjiang è abitata da circa 10 milioni di musulmani uiguri. Il gruppo musulmana di etnia turca ne costituisce così circa il 45% della popolazione, e accusa da tempo le autorità cinesi di discriminazione culturale, religiosa ed economica. Secondo funzionari statunitensi ed esperti ONU, fino a un milione di persone, ovvero circa il 7% della popolazione musulmana nello Xinjiang, sono stati incarcerati in una rete in continua espansione di campi di “rieducazione politica”. In un rapporto del 2018, Human Righst Watch ha accusato Pechino di condurre una “campagna sistematica di violazioni dei diritti umani” contro gli Uiguri. La nuova legge americana mira a dirigere vari organi del governo statunitense a preparare rapporti sul trattamento degli Uiguri da parte della Cina.

Nel frattempo, e in linea con quanto accaduto al Consiglio Diritti Umani di luglio scorso, dove una lettera di condanna delle detenzioni arbitrarie di massa da parte di 22 paesi era stata contrastata da una lettera di elogi delle politiche cinesi nello Xinjiang da parte di 37 paesi alleati con la Cina.

La Cina ha sfruttato con successo una divisione tra i paesi musulmani sulla questione. La Cina si aspetta che i suoi alleati nel progetto delle nuove Vie della Seta (Belt and Road) – molti dei quali sono paesi musulmani – sostengano le sue politiche contro gli Uiguri nello Xinjiang, regione dalla quale parte la via per l’Asia centrale. Continuerà ugualmente a sfruttare la miriade di differenze geopolitiche attraverso aiuti e accordi economici in Africa e Medio Oriente per tenere a bada qualsiasi condanna globale unificata.

 

Laura Harth