Il 9° Congresso degli iscritti italiani al Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale, Transpartito, riunito a Napoli dal 31 Ottobre al 2 Novembre del 2019,

 

Ricorda, con affetto e commozione, la compagna, la “donna del ‘900”, la Presidente d’onore del Partito Radicale, Laura Arconti; una vita d’impegno militante e nonviolento al fianco di Marco Pannella e del partito, da ultimo nella battaglia per il raggiungimento dei tremila iscritti, attraverso il suo “sportello Arconti”, per la sopravvivenza e il rilancio del Partito Radicale

 

Ringrazia tutti i partecipanti alla tavola rotonda “Carcere minorile: riformare, convertire o abolire?” promossa da Don Ettore Cannavera, e in particolare il Presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, che, oltre ad aver assistito al dibattito, ha voluto portare in questo Congresso il suo personale contributo;

fa propria la valutazione che, così come strutturato, il carcere minorile nel nostro Paese non risponde al dettato costituzionale contenuto nell’articolo 27, che prevede quale scopo della pena quello di tendere alla rieducazione e al reinserimento sociale;

constata come il superamento del carcere minorile sia già implicitamente contenuto nell‘unica parte della riforma Orlando entrata in vigore, che prevede la tutela superiore del minore e che, anche visto l’esiguo numero di soggetti coinvolti, in presenza di volontà politica e risorse adeguate, non pone ostacoli per un definitivo passaggio a percorsi che privilegino l’ utilizzo delle comunità e delle  misure alternative;

 

saluta e ringrazia il Segretario e il Tesoriere per le relazioni svolte

 

saluta e ringrazia l’avv. Giuseppe Rossodivita per la relazione sul “Caso Italia” e Marco Beltrandi per il contributo in tema di informazione e di riforma del servizio pubblico radiotelevisivo;

 

ringrazia la Prof.ssa Carla Rossi per l’importante approfondimento scientifico finalizzato a rendere disponibile l’eroina a fini terapeutici;

 

ringrazia l’Ambasciatore Giulio Terzi di Sant’Agata, Presidente d’Onore del Partito Radicale, per il costante lavoro di informazione sull’espansione economica e politica della Repubblica Popolare Cinese ;

 

plaude alle decisioni in materia di ergastolo ostativo della Corte EDU sul caso Viola c/ Italia e della Corte Costituzionale sul caso Cannizzaro che hanno restituito la speranza agli ergastolani sottoposti al regime di cui all’articolo 4-bis dell’ordinamento penitenziario;

 

saluta positivamente la volontà del legislatore di voler dare finalmente corso, entro il 30 aprile 2020, come da decenni chiesto da Radio Radicale, alla procedura di affidamento del servizio di trasmissione radiofonica delle sedute parlamentari. Auspica, da un lato, che non si tratti dell’ennesimo atto normativo cui non viene dato seguito e, dall’altro, che si tenga in dovuta considerazione la particolarità di un servizio qualificato dell’Agcom come servizio pubblico che non lo può fare equiparare alle altre iniziative editoriali a carattere commerciale

 

sotiene il leader in esilio del principale Partito d’opposizione Cambogiano e Presidente d’onore del Partito Radicale Sam Rainsy, determinato a fare ritorno in Cambogia, governata da 34 anni dal Primo Ministro Hun Sen, per rilanciare la lotta per lo Stato di diritto democratico, cominciando con la riattivazione degli Accordi di pace di Parigi del 1991;

 

saluta l’introduzione del diritto alla conoscenza tra le priorità della Commissione Media e Cultura dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa grazie al Sen. Roberto Rampi

 

udito il dibattito generale denuncia

 

il perservare di condizioni di inagibilità democratica del sistema dell’informazione del nostro Paese,  occupato da nuovi protagonisti in plastica continuità con il passato e con quel regime partitocratico, che dettando la propria agenda politica espelle dal dibattito pubblico i temi dell’agenda del Partito Radicale che potrebbero prefigurare un pericolo ove dibattuti e conosciuti;

 

come la riduzione del numero dei parlamentari, magari sottoponendoli al mandato imperativo dei partiti, sia attraverso una modifica dell’articolo 67 della Costituzione  o – più subdolamente – attraverso modifiche dei regolamenti parlamentari, sia una questione di sovvertimento dell’ordine costituzionale e democratico: diminuire il numero dei parlamentari è il primo passo verso la distruzione dello Stato di diritto e non farà che allontanare i cittadini dalla politica ormai schiava dei partiti;

 

ricorda che restano poche settimane  per raccogliere le 500.000 firme necessarie, a meno che il referendum sia richiesto da un quinto dei membri di una delle due camere oppure da cinque consigli regionali;

 

constata che una così drastica alterazione degli equilibri costituzionali, come sottolineato dagli oratori nel corso del convegno “Ridurre il numero dei parlamentari? Le ragioni del NO” organizzato dal Partito Radicale lo scorso 21 ottobre presso la Camera dei Deputati, è avvenuta nella totale assenza di dibattito e quel poco d’informazione concessa è stata al cento per cento a favore della taglio della cosiddetta “casta”;

 

sottolinea che la conquista dell’appuntamento referendario nella prossima primavera dovrebbe finalmente imporre ai mezzi di comunicazione, a cominciare dalla Rai che ne ha anche l’obbligo, di fare quello che da tempo hanno dimenticato: rispettare il diritto dei cittadini ad essere informati, consentendo loro di conoscere per deliberare;

 

si rammarica, ma non si stupisce, dell’atteggiamento del Partito Democratico che, dopo aver votato no per tre volte dall’opposizione, ha improvvisamente cambiato idea senza spiegarne i motivi, ma fornendo solamente alibi;

 

Il Congresso denuncia altresì

 

il clima giustizialista basato su una vera e propria ondata di populismo penale che sta di fatto alterando la funzione stessa del processo penale,

 

le condizioni in cui sono costretti a lavorare le migliaia di magistrati onorari che consentono quotidianamente, senza clamori, nelle aule di tutto il Paese, ricoprendo le funzioni di Pubblico Minstero d’aula o di giudicanti, di celebrare le udienze davanti al Tribunale monocratico e al Giudice di Pace; si tratta di veri e propri lavoratori a cottimo, privi di qualsiasi garanzia e stabilità e nei confronti dei quali, come evidenziato dalla condanna della Corte di Giustizia Europea, si realizza un vero e proprio caporalato di Stato;

 

l’entrata in vigore, il prossimo 1°gennaio 2020, della norma che di fatto abroga la prescrizione del reato dopo la pronunzia della sentenza di primo grado, essendo del tutto inverosimile quanto dichiarato dal Ministro di Giustizia di un intervento di riforma dei tempi del processo penale entro fine anno, porterà il cittadino a restare sotto la spada di Damocle della giustizia penale per un tempo indefinito, in balia della volontà e/o della capacità dello Stato di portare a termine il processo che lo riguarda, stravolgendo il dettato costituzionale sulla ragionevole durata del processo;

 

ribadisce la bontà delle soluzioni storicamente offerte dal Partito Radicale per la riforma del sistema  giustizia a partire dal 1967, passando per i numerosi referendum degli anni 80 e le altrettante numerose proposte di legge in tema di: ‘separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti; riforma del principio dell’obbligatorietà dell’azione penale; riforma del sistema elettorale del CSM in senso maggioratario e uninominale; realizzazione di una vera e propria responsabilità civile dei magistrati; eliminazione del fenomeno dei magistrati fuori ruolo collocati in ruoli chiave del potere esecutivo, del potere legislativo, delle giunte regionali, degli enti locali; eliminazione della possibilità per i magistrati in servizio di assumere incarichi extragiudiziari; riforma del sistema delle misure di prevenzione e delle interdittivie antimafia;

 

constata, quanto all’appendice carceraria, l’attuale sovraffollamento delle prigioni italiane che ha nuovamente raggiunto i livelli precedenti la nota sentenza “Torreggiani” del 2013 della Corte EDU, e che costringe i detenuti a vivere in condizioni inumani e degradanti, in assenza di lavoro, di reali percorsi trattamentali, di cure sanitarie minimamente adeguate, con la totale elusione delle finalità rieducative della pena;

 

in tema di giustizia civile, rileva che tutti gli ultimi governi hanno colpevolmente sottovalutato la gravissima inefficienza della giustizia civile, un’emergenza nazionale con forti ripercussioni negative sull’economia e che necessita di interventi di carattere non meramente giuridico-processualistico, ma che gioverebbe dell’apporto anche di economisti e rappresentanti delle imprese; la  giustizia  civile costituisce un settore cruciale per il Paese,  osservato con attenzione da investitori nazionali ed internazionali. Una giustizia civile più efficiente vale circa 18 miliardi l’anno e un aumento dell’occupazione del 3 per cento;

 

Il Congresso denuncia infine

 

il “pregiudizio proibizionista” che ancora impedisce l’uso terapeutico di sostanze proibite quali cannabis, eroina e sostanze psichedeliche; pregiudizio che impedisce di fornire le giuste terapie a malati che ne hanno bisogno; pregiudizio proibizionista che impone a consumatori con finalità ludico-ricreative di ricorrere alla criminalità mettendo in pericolo la propria salute, rendendo le mafie sempre più forti e la lotta proibizionista dello Stato uno spreco di soldi e dai risultati controproducenti.

 

l’utilizzo della coercizione psichiatrica (la cosiddette legge Basaglia), che non garantisce alcun contraddittorio, alcuna difesa tecnica, alcun passaggio obbligatorio in una udienza giurisdizionale,  alla persona sottoposta al “trattamento sanitario obbligatorio”; trattamento spesso posto in essere all’ interno di reparti “chiusi” alle visite dei familiari, e privo di uno statuto legale proprio.

 

Da mandato a segretario e tesoriere, ai sensi della norma transitoria dello Statuto, di trasmettere il presente documento politico al Consiglio Generale del Partito che si terrà a Napoli nellaa giornata del 3 novembre 2019.