Al Direttore di Repubblica

Vogliamo ringraziare Francesco Merlo per l’articolo “Gli infiltrati nell’onore dei radicali” con il quale ha voluto ricordare le ragioni dell’impegno del Partito Radicale.Al Direttore di Repubblica

 

Caro Direttore,

vogliamo ringraziare Francesco Merlo per l’articolo “Gli infiltrati nell’onore dei radicali” con il quale ha voluto ricordare le ragioni dell’impegno del Partito Radicale.

E, soprattutto, perché dopo tanto tempo torna ad essere riconosciuta l’esistenza in vita del Partito Radicale.

Infatti, durante l’intero anno, tutte le iniziative del Partito Radicale sono state censurate da tutti i media, pubblici e privati, Repubblica compresa, a cominciare dal Congresso di febbraio, dove è intervenuto per l’ultima volta Massimo Bordin; al congresso di luglio che ha eletto i nuovi organi e adottato il nuovo statuto; infine al congresso che si è tenuto a Napoli nei Quartieri Spagnoli dal 31 ottobre al 2 novembre.

Né una parola sulle 40 visite nelle carceri a Ferragosto e nemmeno sulle relative interrogazioni presentate dopo un mese, per rimanere alle iniziative più significative.

Per non dire del 2018, non una parola, non un rigo, eppure per sei mesi il Partito Radicale è stato impegnato a raccogliere firme su 8 proposte di legge di iniziativa popolare che riguardavano l’amnistia e l’indulto, la revisione del sistema delle misure di prevenzione e delle informazioni interdittive antimafia e delle procedure di scioglimento dei comuni per mafia, la riforma del sistema di ergastolo ostativo e del regime del 41 bis e l’abolizione dell’isolamento diurno, la riforma della Rai, la riforma delle leggi elettorali nazionale ed europea, gli incarichi extragiudiziari dei magistrati.

Detto questo, escludiamo che nessuno abbia visto e capito Nicosia perché la grande cultura radicale è in crisi. Noi non sappiamo chi sia Nicosia, politicamente ci bastano, e ci sarebbero bastate per individuarlo, le sue aberranti parole su Falcone e Borsellino alle quali opponiamo le nostre idee e le nostre lotte; giudiziariamente ha diritto a un giusto processo, nei giusti tempi e con una sentenza giusta, un diritto negato a milioni di italiani

Non sarebbero di certo cambiate premesse e conclusioni della riflessione di Francesco Merlo, però alcune precisazioni si rendono necessarie.

E’ sbagliato dire che c’è un contenzioso sulle eredità morali e materiali.

La rottura tra Marco Pannella e Radicali italiani è avvenuta anni prima che morisse e proprio sulla giustizia, che Marco riteneva, e noi con lui, che fosse la “più grande questione sociale del nostro tempo”.

Per quanto riguarda le eredità materiali queste sono di proprietà dell’associazione Lista Marco Pannella che si sta trasformando in una fondazione e il cui assetto societario è stabile sin dagli anni ’90.

Quanto a noi, vogliamo semplicemente portare avanti le nostre lotte, cercare di raggiungere i nostri obiettivi, tenere vive le nostre idee e stare lontani dalle lusinghe del potere e non farci imbambolare dal regime.

Maurizio Turco e Irene Testa
Segretario e Tesoriere del Partito Radicale