Ci aspetta una traversata nel deserto

si è concluso il 3 novembre scorso in un clima di fraternità e unione il 9° Congresso italiano e il Consiglio generale del Partito Radicale che hanno adottato un documento politico (http://bit.ly/36JEo2D) che va ad affiancarsi alla mozione adottata dal 41° Congresso (http://bit.ly/34Ds0Pz).  Il Consiglio ha inoltre eletto a proprio Presidente Makara Thhai, cambogiano, rappresentante in Italia della resistenza cambogiana in esilio, che ha già rappresentato il Partito alle Nazioni Unite.

Siamo consapevoli che ci aspetta una traversata nel deserto della censura e della disinformazione, dobbiamo quindi attrezzarci, riuscire a distinguere i miraggi dalle oasi, tracciare la strada da percorre e percorrerla.

Siamo consapevoli che lo Stato di Diritto è sotto attacco, la democrazia, la laicità, l’insieme dei diritti umani, civili sociali politici rischiano di non essere più le fondamenta della società, il faro che conduce nel porto sicuro della civiltà.

Noi continuiamo imperterriti a percorre un millimetro al giorno e lo facciamo con la consapevolezza e la determinazione che ci contraddistinguono.

Dopo tre giorni di congresso completamente censurato dai mezzi di informazione, siamo stati sbattuti con violenza su agenzie, giornali, televisioni, radio per la vicenda di un iscritto a Radicali Italiani coinvolto in fatti di mafia. Se fosse stato iscritto al Partito ce ne saremmo immediatamente assunti tutte le responsabilità, ma non vogliamo assolutamente consentire che la vicenda politica del Partito Radicale sia confusa con quella di Radicali Italiani.

In queste ore stiamo preparando un dossier che sarà inviato alle massime autorità dello Stato e sarà oggetto di denunce penali ed esposti all’ordine dei giornalisti.

Noi dobbiamo ricordare che la rottura tra radicali italiani, i suoi dirigenti e militanti e Marco Pannella con la maggioranza del Partito Radicale è avvenuto proprio sulla questione giustizia. Con Pannella che insisteva, e noi insistiamo, che la giustizia (con la sua infame appendice carceraria) è la più grande questione sociale del nostro tempo.

Abbiamo pagato cara la confusione ed è un prezzo che non ha ragione di essere pagato: negli scorsi anni decine di compagne e compagni hanno erroneamente versato l’iscrizione al Partito Radicale sui conti di Radicali Italiani, mentre non è accaduto l’inverso. Non ci interessa indagarne le ragioni: è un fatto politico che ha un risvolto anche economico, che non possiamo sostenere perché viviamo unicamente dei contributi degli iscritti.

Ricordiamo quindi che per iscriversi o contribuire al Partito Radicale è necessario versare il denaro unicamente sui conti intestati al Partito Radicale, online unicamente dal sito www.partitoradicale.it

Grazie, un abbraccio

Maurizio Turco e Irene Testa

Segretario e Tesoriere del Partito Radicale