Anno Giudiziario – Siamo con il Presidente della Corte di Appello di Roma : amnistia subito!

Dichiarazione di Maurizio Turco e Giuseppe Rossodivita, Segretario e membro del Consiglio generale del Partito Radicale:

Le cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario, al di là della adesione politica dell’Anm alla norma blocca prescrizione del Ministro Buonafede, hanno alzato il sipario sulle verità nascoste dalla propaganda populista. I magistrati impegnati in prima linea, da Roma a Milano e lungo tutto lo stivale, hanno chiaramente denunciato come il blocco della prescrizione si rivelerà un disastro per l’amministrazione della giustizia. Non luogo a provvedere per morte dell’imputato, questa la formula conclusiva di centinaia di migliaia di processi secondo il PG f.f. della Corte d’Appello di Roma, Dr. De Siervo.

Allo stesso modo è stato chiarito, da chi opera sul campo, che per rendere celeri i processi non servono continue riforme alle norme processuali che cancellano i diritti di difesa degli accusati: occorrono uomini, mezzi e risorse economiche.

Noi continuiamo a credere che si debba mettere al centro del dibattito il tema della revisione del principio dell’obbligatorietà dell’azione penale, quotidianamente vilipeso dalle prassi giudiziarie eppur difeso quale totem intoccabile in quanto fonte dell’incontrollato potere delle Procure.

Quel che è certo è che per rendere il processo legale, in linea coi tempi ragionevoli voluti dalla Costituzione e dalla Convenzione Europea dei diritti dell’uomo, occorre un’amnistia, come da anni andava ripetendo, inascoltato e persino deriso, Marco Pannella.

Oggi lo ha affermato, con forza e determinazione, il Presidente della Corte di Appello di Roma, dr. Panzani, un’amnistia necessaria per liberare i tavoli dei magistrati da processi vecchissimi, di scarso rilievo e per reati che neppure vengono percepiti come tali dall’opinione pubblica. Solo così, col rispetto delle garanzie dovute a ciascun imputato, potranno essere celebrati rapidamente i processi seri. È una responsabilità che spetta alla politica. Verrà deriso anche il Presidente della Corte d’Appello di Roma o i populisti applicati al diritto penale, in perenne caccia del consenso di pancia dei disinformati, inizieranno davvero a volere il bene del Paese?

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