Partito Radicale/ Il taglio dei parlamentari non è uguale per tutti. Senato, caso inedito in Italia di una norma costituzionale incostituzionale.

Dichiarazione di Maurizio Turco e Irene Testa, Segretario e Tesoriere del Partito Radicale e dell’Avv. Felice Besostri,

Durante la conferenza stampa promossa dal Partito Radicale, con Maurizio Turco e Irene Testa, Segretario e Tesoriere del Partito Radicale e l’avv. Felice Besostri, emergono dati di grave incostituzionalità. Infatti si rileva l’art. 57 Cost. nella parte in cui equipara le province autonome di Trento e di Bolzano alle Regioni al fine di un numero minimo di Senatori pari a tre.

Con questa riforma, le 5 regioni che avevano 7 seggi con la normativa vigente, ne avranno: il Trentino Alto Adige 6, il Friuli Venezia Giulia 4, come l’Abruzzo. Umbria e Basilicata da 7 passano a 3. Per rendersi conto della differenza in Trentino Alto Adige bastano 171.579 abitanti per eleggere 1 senatore. Nel Friuli Venezia Giulia ce ne vogliono 304.746.Sardegna e Liguria, che avevano 8 seggi ciascuna, ne avranno 5 e pertanto ci vogliono 327.872 Sardi per la Sardegna per eleggere un senatore e 314.138 Liguri per lo stesso scopo.

In tutte le regioni c’è questa discriminazione, anche per regioni molto popolose: l’Emilia Romagna con 4.342.135 abitanti avrà col taglio solo 14 seggi invece di 22, per ciascuno di essi ci vogliono 310.152 Emilian romagnoli, ancora peggio starà la Calabria che con 1.959.050 abitanti avrà 6 seggi, ciascuno dei quali costerà il voto di 326.508 calabresi.

La ciliegina è che il Trentino Alto Adige, con 1.029.475 abitanti avrà più seggi della Sardegna, della Liguria, del Friuli Venezia Giulia e lo stesso numero di seggi della Calabria. Tutti con una popolazione molto maggiore in una percentuale variabile tra il 20% del Friuli Venezia Giulia  e l’89% della Calabria. 

L’art. 3 Cost. tutti i cittadini sono uguali, pertanto un gruppo di esperti costituzionalisti sta redigendo un ricorso per portare in Corte costituzionale questo scandalo. 

La Corte ha già detto nel 1988 che teoricamente anche le norme costituzionali devono rispettare i principi fondamentali della Costituzione.

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