Martedì 31 marzo, ore 17.00, l’Associazione Radicali Lucani organizza una Cacerolada per la democrazia, la giustizia, la Costituzione, i diritti umani, il diritto alla conoscenza, che diritto umano è.

di Maurizio Bolognetti, segretario di Radicali Lucani, membro del Consiglio generale del Partito Radicale

Gli strumenti della lotta nonviolenta di proposta e non di protesta questa volta saranno utensili di uso comune in tutte le cucine delle nostre case: pentole, cucchiai, coperchi.
Una cacerolada per la democrazia, la giustizia, la Costituzione, i diritti umani e il diritto alla conoscenza, che diritto umano è.
Una cacerolada per rompere il muro del silenzio su temi e questioni che riguardano le nostre vite, la vita delle nostre comunità, l’emergenza sanitaria in corso con i suoi risvolti sociali ed economici, la civiltà giuridica di un Paese.
Una cacerolada per dire a questa Europa, quanto mai lontana dai sogni degli autori del manifesto di Ventotene, di mettere da parte gli egoismi e di non premere il pulsante che potrebbe precipitarci in un nefasto ritorno a quella Europa delle patrie, che ci ha regalato due immani tragedie: la prima e la seconda guerra mondiale.
Una cacerolada per dire che vogliamo la verità su quanto è accaduto in Cina e la liberazione del giornalista Lì Zehua, colpevole di aver voluto onorare il diritto alla conoscenza del suo popolo.
Una cacerolada per dire stop all’attentato ai diritti politici dei cittadini, per chiedere che si onori l’art. 27 del dettato costituzionale, per chiedere che venga ripristinata in pieno l’agibilità democratica del nostro Parlamento.
Una cacerolada per manifestare la nostra vicinanza agli agenti di Polizia penitenziaria, a chi onora la divisa che indossa ed è stato dimenticato da questo Stato; per esprimere la nostra vicinanza a medici e infermieri in prima linea, costretti a volte ad operare in situazioni impossibili e senza adeguate protezioni.
Una cacerolada per dire che occorre evitare che la crisi sanitaria determini un aggravarsi della già perdurante emergenza democratica e per ricordare al Ministro Bonafede che siamo il Paese di Cesare Beccaria, Francesco Mario Pagano e delle Costituzioni Federiciane.
In queste ore non posso fare a meno di tornare a riflettere sulle parole pronunciate da F.D. Roosevelt negli anni ’30: “le riforme servono perché gran parte dei nostri problemi attuali e degli ultimi anni e dovuta alla mancanza di comprensione dei principi elementari di equità e giustizia da parte di chi guidava il mondo degli affari e della finanza”.
In queste ore di crisi e di cattività non posso fare a meno di rileggere quanto scriveva nel 2012 il premio Nobel Paul Krugman: “Sarebbe stupido minimizzare i pericoli che una recessione prolungata pone ai valori e alle istituzioni democratici. L’estremismo prospera dove voci rispettabili non offrono soluzioni alla sofferenza della popolazione”.
Non so voi, ma io sono davvero stufo di una politica che sempre più spesso si riduce ad essere guerra tra bande e scontro tra etnie partitocratiche.
Abbiamo bisogno di volare alto e oltre egoismi e particolarismi. Verrebbe da dire che abbiamo bisogno di un New Deal e di giustizia e di giustizia sociale, perché non può esserci “pace” senza quest’ultima. Abbiamo bisogno di prestare attenzione alla pianta della democrazia e a diritti che non possiamo considerare definitivamente acquisiti e per i quali occorre lottare e non mollare.
Abbiamo bisogno di recuperare empatia e occorre ridare senso a parole perdute per trovare un’uscita di sicurezza. Se è vero che c’è una banalità del male, è altrettanto vero che c’è una banalità del bene ed è a quest’ultima che occorre fare appello.  
Il momento per farlo è ora. E’ questo il momento di illuminare il buio che incombe e la notte che potrebbe avanzare.
Il Satyagraha (insistenza per la verità) prosegue e prosegue ad oltranza lo sciopero della fame che ho ripreso alle ore 23.59 del 22 marzo.  
Intanto, il mio grazie va a coloro che hanno raccolto la proposta di lotta avanzata e daranno vita, armati di pentola e cucchiaio, a questa cacerolada per la democrazia, la giustizia, la Costituzione, i diritti umani, che si terrà martedì 31 marzo con inizio alle ore 17.00.
Questo l’elenco provvisorio dei partecipanti: Egidia Bruno, Felice Del Gaudio, Felice del Vecchio, Giulio Cainarca, Giovanni Grippo (delegato sindacale CGIL Polizia Penitenziaria), Filippo Pucci, Raoul Pacifici Guatteri (+ 5), Nicola Guanti, Rosanna Ennico, Teresa Sirianni, Maria Antonietta Ciminelli, Floriana Matuela, Michele Romania, Michele Latorraca, Alessandro Singetta, Mario Paolo D’Ambrosio, Marialaura Garripoli, Carlo Giordano.

Qui lo spot che annuncia l’iniziativa https://www.youtube.com/watch?v=Ykbt5r483u8

1 Comment

  • Giuseppe 16 Aprile 2020

    Dopo una lunga battaglia di sofferenza e disumanità il tribunale di sorveglianza di ME , finalmente a concesso gli arresti domiciliari a mio fratello che e stato arrestato dopo vedi lunghi anni che aveva commesso dei reati di natura non violenti ho di pericolosità sociale, mio fratello e affetto da multiple patologie croniche e non eradicabili, OSTEOMIELITE AL TERZO DISTALE DELLA GAMBA SX che per colpa della burocrazia carceraria e al terzo grado, in seguito alle circostanze paraplegico da quasi 2 anni, nel maggio 2019 e stato colpito da un Ictus celebrale con conseguenza di paresi facciale lato sinistro e paresi quasi a tutto il colpo sx, il tribunale di sorveglianza di Teramo, nel 2018 gli a rigettato il riferimento della pene nonostante i medici intra muraria carceraria avevano segnalato la mia incompatibilità al reggime carcerario, il rigetto viene motivato. ” CHE ANCHE SE L’ARIA SANITARIA A DICHIARATO L’INCOMPATIBILITÀ AL DETENUTO., IL TRIBUNALE DECIDE CHE SI PUÒ CURARE IN CARCERE ” Cari signori questa e la giustizia e le leggi italiani, adesso a mio fratello gli sono Stati concessi gli arresti domiciliari provvisori per solo 6 mesi, mio fratello non a ammazzato nessuno gli e stato fatto un cumolo di 21 anni de tratti 3 anni di indulto del 2006 . Adesso la sua fine pena e Maggio 2031, ma nelle condizioni in cui si trova non penso che possa durare tendo. A fatto richiesta nel 2017 di grazia e il mese scorso a chiesto un sollecito allegando altri documenti medici e una ordinanza dell’Ufficio di sorveglianza di ME dove si attesta che viveva in una cella infestata di scarafaggi e topi, e che la patologia di mio fratello principalmente necessità di vivere in ambito asetico ho quando meno igienico sanitario ottimale, mesi scorsi membri del Partito radicali sono venuti a visitare il carcere di ME, ma mi dispiace dirlo si sono fatti mettere le bende a gli occhi perché non hanno visitato e visto quello che veramente esiste in quel istituto, nonostante la diretrice vorrebbe fare delle buone cose, ma il servizio di P. P. E sanitario non sanzioni. Tanto che nel l’anno 2019 nel carcere di ME sono morti due detenuti, ma mai nessuno ne ha parlato. Comunque questa e la storia di mio fratello. Se vi serve altre informazioni ho documenti che attestano quello che ho appena scritto sono pronto a inviarci tutto quello che vi necessità. Un grazie. G.

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