COVID-19, diritti umani e obbligazioni internazionali nelle decisioni sanitarie

di Antonio Faberi, da Critica del Diritto, www.rivistacriticadeldiritto.it

La Corte Interamericana dei Diritti Umani e il Comitato di Bioetica del Consiglio d’Europa hanno pubblicato due importanti documenti*, che ricordano il dovere di rispettare i diritti umani e le obbligazioni internazionali nelle decisioni sanitarie.
Tra le indicazioni più significative della Corte, risalta l’esortazione al dovere di realizzare i principi di solidarietà sociale e di parità di trattamento, anche nelle fasi più drammatiche dell’esistenza di questa pandemia.
Si rivolge particolare attenzione ai soggetti emarginati, vulnerabili, economicamente deboli o privati della libertà personale, perché più a rischio, proprio in ragione della loro condizione durante la situazione di calamità naturale. Questa ultima ha indotto gli Stati a comprimere il normale esercizio delle libertà fondamentali per realizzare il distanziamento sociale necessario a far fronte alla pandemia, creando conseguentemente ulteriore difficoltà ai soggetti già più svantaggiati.
D’altra parte, anche il Consiglio d’Europa, fa propria questa riflessione avente una indubbia dimensione mondiale, interpretando, oltre a tale fondamentale aspetto, anche la delicata connessione tra diritti fondamentali e diritto alla salute, ribandendo in maniera ferma la primazia delle fonti internazionali in materia e l’interpretazione che di essa hanno dato gli organismi internazionali preposti.
L’attenzione si concentra sul rispetto del rigore nella scientificità della ricerca, nella necessità, utilità e tollerabilità della sperimentazione sugli esseri umani e sul consenso dei medesimi nei relativi trattamenti sanitari, con particolare riferimento alla Convenzione di Oviedo, che costituisce la cornice normativa entro cui devono essere orientate le decisioni delle autorità e degli operatori sanitari in materia.
Inoltre, viene evidenziato il necessario rispetto del diritto alla riservatezza dei dati sulla salute, che sono dati ‘ultrasensibili’, il cui trattamento deve essere regolato in base ai medesimi principi normalmente previsti dai trattati internazionali, che prevedono già specificamente le particolari ipotesi di loro applicazione nelle situazioni di emergenza.
I documenti in materia crescono di giorno in giorno, segno della inesorabile preoccupazione per la fragilità dello stato di diritto in questa situazione particolare.
Si fornisce una breve traduzione, non ufficiale, dei due testi presi in considerazione*.
* http://www.rivistacriticadeldiritto.it/2020/04/24/covid-19-diritti-umani-e-obbligazioni-internazionali-nelle-decisioni-sanitarie/

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