DAP – Ci sarebbero state molte ragioni per chiedere le dimissioni del capo del DAP e del Ministro della giustizia Bonafede, che abbiamo denunciato per epidemia colposa. ma non per lesa maestà nei confronti del dottor Di Matteo.

NOTA di Maurizio Turco e Irene Testa, segretario e tesoriere del Partito radicale:

In questi anni non abbiamo lesinato critiche, dure critiche, sia al Dott. Basentini capo del DAP, che al Ministro della giustizia Bonafede, mantenendo il punto fermo sul nostro punto di vista fondato sulla Costituzione e in particolare l’articolo 27, nonché i Trattati internazionali sui diritti umani del Consiglio d’Europa e dell’ONU.
Li abbiamo persino denunciati presso tutte le procure della Repubblica d’Italia per epidemia colposa, in relazione alla gestione delle carceri in periodo di coronavirus.
Il Dottor Basentini è stato costretto alle dimissioni per una vicenda ancora da chiarire, insomma è vittima di quella cultura del sospetto che anima il Ministero.
Diverso discorso per il Ministro Bonafede. E’ un mistero come possa essergli venuto in mente di nominare capo del DAP un magistrato dal pedigree antimafista, l’ufficio di capo del DAP non è una dependance delle procure.
Tenendo presente che i detenuti in 41bis ed in alta sicurezza sono quelli che danno meno problemi e che solo il pregiudizio di volerli irredimibili per la terribilità delle loro azioni, con la conseguenza di terribilmente volerli indissolubilmente legati al loro passato, impedisce loro di tendere alla rieducazione per volere dello Stato, in aperto, violento contrasto con l’art. 27 della Costituzione.
E che i detenuti comuni, rappresentano un problema perché detenuti in condizioni contrarie al senso di umanità per volere dello Stato, in aperto, violento contrasto con l’art. 27 della Costituzione.
Il Ministro Bonafede non è incriminato per epidemia colposa, non è sotto osservazione per il persistente stato anticostituzionale delle carceri.
Il Ministro Bonafede è sotto il fuoco incrociato per Lesa Maestà nei confronti del Dottor Di Matteo.
Anche se le cose fossero andate come le ha raccontate il Dottor Di Matteo si potrebbe configurare un gesto di scortesia, ad essere feroci di maleducazione.
Nulla di più né di meno.
Ci auguriamo che questa sia l’occasione per il Ministro Bonafede di rivedere le sue politiche sulla giustizia e sul carcere con l’occhio antimafista, e si faccia guidare dalla Costituzione.

2 Comments

  • Giovanni 10 Maggio 2020

    Bravi, bravi, bravi. Meno male che quella “carne da macello” riceve l’attenzione del partito radicale.
    I nostri politici e governanti, giustamente, si preoccupano e studiano come sistemare i bambini nelle classi ma, poco o nulla, fanno per i carcerati che, anche davanti a questa grave crisi sanitaria, continuano a vivere in celle sovraffollate di pochi metri quadrati. Viva quest’Italia della solidarietà, giustizia, altruismo e amore fraterno. Quella gente, nelle carceri, sta pagando il loro debito, o è in attesa di una convalida d’innocenza e, non merita il disinteresse o l’ostracismo dello Stato. Meno male che ci sono persone come Maurizio Turco e Irene Testa, che, invocando anche la Carta Costituzionale, spendono qualche parola a favore di chi vive recluso. Grazie a nome di queste persone.

  • ATRIPALDI ANTONIO 23 Maggio 2020

    L’intervento al Senato dell’onorevole Emma Bonino di + Europa è stato esemplare anche se non ha nominato il giudice Di Matteo mentre la nota del segretario e della tesoriere è stata vieppiù puntuale dicendo le cose per nome cognome.

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