PROROGA STATO DI EMERGENZA – PARTITO RADICALE: PREANNUNCIARLO FUORI DALLE SEDI ISTITUZIONALI E’ MANCANZA DI SENSO DELLO STATO

Dichiarazione di Maurizio Turco e Irene Testa, Segretario e Tesoriere del Partito Radicale

Come abbiamo già segnalato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, un suo predecessore, Francesco Cossiga, aveva manifestato la preoccupazione rispetto ai poteri e alla durata dello stato di emergenza. Infatti, nel messaggio che accompagnava la prima stesura della legge sulla Protezione civile rinviata alle Camere, il Presidente Cossiga la giudicava troppo vaga nei poteri delegati al Presidente del Consiglio.

E’ evidente che non basta affidarsi al senso di responsabilità di chi quei poteri emergenziali deve esercitare, ma è indispensabile che i principi fondanti dello Stato di diritto non siano sopraffatti dai poteri esercitati in nome dello stato di emergenza.

Gli argomenti del Presidente Cossiga oggi trovano un momento di realtà nella faciloneria con la quale il Presidente Conte parla di stato di emergenza, che in una democrazia liberale è uno stato di eccezione, a ruota libera e in mezzo a una strada.

Lo stato di emergenza non si preannuncia ma si dibatte, si spera approfonditamente, in Parlamento.

Preannunciare iniziative per vedere l’effetto che fa, specie se gravi come la dichiarazione dello Stato di emergenza, è il segno che non si ha senso dello Stato.

2 Comments

  • Ermanno 12 Luglio 2020

    Preannunciare iniziative per vedere l’effetto che fa, specie se gravi come la dichiarazione dello Stato di emergenza, è il segno che non si ha senso dello Stato.

  • Mario Marchitti 12 Luglio 2020

    Il medico plurilaureato ed omeopata unicista, Salvatore Rainò, in uno dei tanti interventi pubblici, aveva denunciato il micidiale corto circuito istituzionale: il primo ministro Giuseppe Conte si autoassolve perché sostiene che le sue decisioni vengono prese dietro consulto con un comitato di medici ed esperti, ma questi non sono stati istituzionalmente eletti, non devono rispondere politicamente dei loro atti, e quindi anche loro si autoassolvono.

    Anche Pannella aveva denunciato la dittatura dei cosiddetti esperti, che sfuggono al controllo democratico, si ammantano di quella che loro ritengono la verità de Lascienzah, la “loro” scienza, perché se effettivamente volessero ricercare la verità non si sottrarrebbero al confronto, mentre invece pontificano dall’alto, sicuri della protezione dei media (mean) stream (straw). Mi ricordo Pannella quando denunciava certi costituzionalisti e personaggi dei media come dei bulli che dicono: tienimelo che lo riempio di botte.

    Ultimamente uno di questi, Roberto Burioni, è caduto in disgrazia, presumo perché diventato impresentabile, una macchietta e marionetta, un miserabile dal punto di vista intellettuale e morale. Ma aveva svolto il suo sporco lavoro. Rimangono gli esperti di Giuseppi, ancora protetti da una vergognosa stampa asservita alle case-bordelli farmaceutiche, dove il massimo rappresentante è Bill Gates, un sociopatico, una persona da manicomio criminale.

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