NO alla riduzione del numero di parlamentari.

DOMENICA 13 – ore 17 * ROMA, PIAZZA SANTI APOSTOLI manifestazione per il NODOMENICA 13 – ore 17-19 * RADIO RADICALE * conversazione filodiretto con Maurizio TurcoLUNEDÌ 14 – ore 15 * RAI3 * confronto tra Maurizio Turco, Partito Radicale; Lega; Comitato per il SI delle Libertà; Comitato Democratici per il NO.GIOVEDÌ 17 * ore 19 * RADIO RADICALE * c’è chi dice NO, trasmissione con Irene TestaVENERDÌ 18 * ore 12-24 * RADIO RADICALE * chiusura della campagna referendaria con interventi e filodiretto

CarX Y,il 20 e 21 settembre si voterà per il referendum sulla riduzione del numero di parlamentari. Il Partito Radicale già nel mese di ottobre, all’indomani dell’approvazione definitiva della legge, promosse la richiesta di referendum. Ritenevamo sia che la riduzione del numero dei parlamentari per motivi di risparmio fosse irrisorio economicamente e pericoloso per la democrazia; sia che fosse necessaria una mobilitazione duratura che non si riducesse alle ultime settimane prima del voto, che è stato possibile grazie alla mobilitazione di alcuni senatori e sulla quale abbiamo a lungo lavorato.

Pericoloso per la democrazia perché fa parte di un programma, quello del movimento cinque stelle, che oltre al taglio del numero dei parlamentari, mina la loro autonomia di iniziativa politica attraverso il taglio dello “stipendio”, sopprime la loro libertà attraverso la soppressione del vincolo di mandato. Insomma il parlamentare, storicamente definito un rappresentante del popolo, se dovessero attuare le loro “riforme” diventerà un rappresentante (del commercio) di partito.

Per il momento il M5S è riuscito a convincere prima la Lega e poi il PD della necessità di ridurre il numero dei parlamentari. A prevalere non è stato un convincimento politico ma una convenienza, quella di andare al potere giustificata “politicamente” dal fatto che così avrebbero evitato di fare andare al potere gli altri.

Quando il PD dopo aver votato per tre volte contro la riduzione dei parlamentari per motivi legati alla tenuta del sistema costituzionale e democratico, si piegò al diktat del M5S con la scusa che così avrebbe evitato che al potere sarebbero andate le destre. In questi mesi hanno dimostrato che avevano ragione: non c’è bisogno delle destre per attuare politiche di destra.E comunque, con una circonvoluzione d’altri tempi, affermarono che sarebbe bastata una legge proporzionale a sanare il tutto.

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In prossimità del voto, mano a mano che il dibattito diventava pubblico e le critiche raggiungevano i cittadini, M5S e PD hanno cominciato a parlare di “correttivi”. In italiano una correzione si apporta o a un errore o una imperfezione. Un responsabile politico ammette l’errore. Un irresponsabile lo nasconde.

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Andremo al voto fra pochi giorni dopo che per anni gli organi di informazione hanno fatto propaganda per il taglio dei parlamentari nei Tg quando l’ascolto è massimo e non sarà certo un mese di “tribune referendarie” in orari di minimo ascolto a poter recuperare il divario di informazione.

Siamo certi che solo una variabile imponderabile potrà determinare un cambiamento tra gli elettori. E sappiamo che una di queste variabili è il numero di quanti andranno a votare.Mancano pochi giorni e potranno essere determinanti.Facciamo quel che dobbiamo. A presto

Maurizio Turco Irene Testa

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