Pannella sempre per la vita del diritto, la nobiltà della politica e contro l’antidemocratico regime italiano. E Ferrara lo sa.

COMUNICATO DEL PARTITO RADICALE

Credo che si stia dando troppa importanza ad una affermazione di Giuliano Ferrara che per giustificare i suoi “alleati strategici” grillini dà del populista a Pannella. Importanza che del resto non demmo nemmeno quando, per bastonare gli stessi grillini, che allora non erano ancora entrati in parlamento, Ferrara affermò che erano “privi della passione rivoluzionaria laica di un Marco Pannella.”
Troppa importanza si sta dando all’affermazione secondo la quale la lotta contro il finanziamento pubblico era nel solco della tradizione populista. Fu una lotta capitale contro il regime partitocratico e che perse soprattutto il PCI del quale Ferrara era dirigente.
Anche allora quella lotta fu presentata ai cittadini come il tentativo di delegittimare la politica, tacendo sul fatto che la proposta di Pannella e del Partito Radicale era finalizzata a dare meno soldi ma più servizi affinché i cittadini potessero conoscere meglio i partiti.
Il primo di questi servizi era ed è l’accesso di partiti e movimenti politici al servizio pubblico radiotelevisivo affinché i cittadini potessero conoscere tutte le opzioni politiche e non solo quelle di chi occupava e continua ad occupare la RAI.
Pannella non ha detto “fuori i partiti dalla RAI” e non ha organizzato marce “contro le mafie radiotelevisive” al fine di solleticare i più bassi istinti ma, si direbbe oggi, per denunciare l’occupazione del servizio pubblico da parte dei partiti con metodo mafioso. Quando parlava del “regime antidemocratico italiano”, non lo faceva alla ricerca di una frase ad effetto ma per denunciare esattamente che l’Italia viveva e vive contro le proprie leggi e i trattati internazionali sottoscritti.
D’altronde, la denuncia del regime italiano è stata questione che anche all’interno del Partito Radicale non è stata compresa da molti, anche alti dirigenti, che anzi la ritenevano una furbata di Pannella per deviare dall’attualità del momento.
Non ci vuole grande coraggio per scrivere quello che hanno scritto Ferrara e Cerasa.
Quello, il coraggio, è di chi continua a lottare contro il regime e resiste alle sue lusinghe.

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