L’UE intensifica il suo sostegno ai paesi del Sahel centrale africano

L’Unione Europea, la Danimarca e la Germania e le Nazioni Unite hanno organizzato una tavola rotonda ministeriale virtuale sulla regione del Sahel centrale dell’Africa, con la partecipazione di donatori e organizzazioni internazionali, nonché dei paesi interessati: Burkina Faso, Mali e Niger. 

Si sono discusse le prospettive a lungo termine per i Paesi della regione per superare la spirale di violenza e le crisi umanitarie che stanno attualmente affrontando. L’obiettivo è anche quello di mobilitare il sostegno alla regione, soprattutto perché la pandemia di coronavirus aumenta le esigenze umanitarie. L’impegno dell’UE consiste in: 23,6 milioni di euro in finanziamenti per azioni umanitarie in Burkina Faso, Mali e Niger; 20 milioni di euro in finanziamenti allo sviluppo per affrontare la crisi alimentare che affligge la regione del Sahel centrale, in collaborazione con il Programma alimentare mondiale. Nel complesso, l’UE e gli Stati membri dell’UE hanno mobilitato circa 8 miliardi di euro dal 2014 per contribuire a stabilizzare la regione del Sahel. Burkina Faso, il Mali e il Niger sono al centro di una delle crisi umanitarie in più rapida crescita nel mondo, creata da una combinazione di conflitti, cambiamenti climatici e povertà. Si stima che 13,4 milioni di persone in tutto il Sahel centrale abbiano bisogno di assistenza umanitaria. Nel 2020 l’UE ha mobilitato un totale di 84,6 milioni di euro in assistenza umanitaria per i Paesi del Sahel centrale, compreso l’importo che sarà impegnato oggi. Dal 2014, l’UE ha investito oltre 3,4 miliardi di euro nella cooperazione allo sviluppo per i tre Paesi del Sahel centrale del Burkina Faso, Mali e Niger, con l’obiettivo di rafforzare le capacità dello Stato a lungo termine, fornendo al contempo una risposta a breve e medio termine alle esigenze della popolazione più vulnerabile. Gli investimenti hanno riguardato un’ampia gamma di settori: dalla sicurezza, al buon governo, alla trasparenza, alla finanza pubblica, al rispetto dei diritti umani, ai servizi sociali di base (istruzione, sicurezza alimentare e sanità).

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