Agenti arrestati a Firenze per torture in carcere

Tre agenti penitenziari del carcere di Sollicciano a Firenze sono stati sottoposti agli arresti domiciliari nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla Procura di Firenze che ipotizza i reati di tortura e falso ideologico in atto pubblico. Altri sei agenti sono stati sottoposti a obbligo di dimora nel Comune di residenza. Il Dap, come da prassi, li avrebbe già sospesi tutti. Da quanto si è appreso, tra gli agenti arrestati la più alta in grado sarebbe un’ispettrice finita ai domiciliari: il suo ufficio sarebbe stato usato come luogo delle torture inflitte per punire detenuti con pestaggi e umiliazioni. Secondo la ricostruzione, si tratterebbe di due presunti episodi di pestaggio nello stesso carcere nel 2018 e nel 2020. Il 27 aprile 2019 un detenuto di origine marocchina, colpevole di aver risposto male a un agente, sarebbe stato condotto nell’ufficio e picchiato con violenza da almeno sette agenti. Sempre secondo le ricostruzioni del PM, per coprire il pestaggio avvenuto davanti a lei nel suo ufficio, l’ispettrice avrebbe redatto una relazione in cui dichiarava che i colleghi erano stati costretti a intervenire perché il marocchino aveva cercato di aggredirla sessualmente. Inoltre, sempre dagli atti, nel dicembre del 2018 un altro detenuto, italiano, sarebbe stato immobilizzato da otto agenti nell’ufficio del capoposto e picchiato fino a perforargli un timpano.

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