Nasrin Sotoudeh potrà accedere alle cure ma per un tempo limitato

Un vero e proprio calvario del quale al momento non si intravede la fine. È questa infatti la sorte che sta vivendo Nasrin Sotoudeh, l’avvocata e attivista per i diritti umani che ormai dal 2018 è costretta ad un continuo stillicidio tra carcerazioni e brevi periodi di libertà. Questa volta ha ottenuto un permesso di soli 3 giorni per uscire dal penitenziario di Qarchak, nei pressi della capitale Teheran, dove si trova rinchiusa in seguito ad una condanna per spionaggio e, secondo i giudici che l’hanno mandata in carcere, per un supposto «tentativo di rovesciare il sistema della Repubblica islamica». E’ stato il marito, Reza Khandan, che combatte una battaglia per non far seppellire definitivamente la voce di Nasrin, a divulgare la notizia del breve soggiorno al di fuori della prigione attraverso twitter. Un messaggio rilanciato poi da Amnesty International che ha spiegato ancora una volta i motivi della carcerazione e ha lanciato un appello urgente per la sua liberazione definitiva.

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