L’UE impone ulteriori sanzioni per gravi violazioni dei diritti umani in tutto il mondo

Due settimane dopo l’adozione di sanzioni da parte dell’UE in relazione al caso Navalny, il Consiglio, il 22 marzo, ha deciso di imporre misure restrittive nei confronti di undici persone e quattro entità responsabili di gravi violazioni e abusi dei diritti umani in Cina, Corea del Nord, Libia, Sud Sudan, Eritrea e Russia. Sulla situazione degli uiguri, identica decisione è stata presa da USA, Gran Bretagna e Canada.

Le violazioni oggetto delle misure odierne comprendono le detenzioni arbitrarie su ampia scala subite, in particolare, dagli uiguri nello Xinjiang, Cina, la repressione nella Repubblica popolare democratica di Corea, le uccisioni extragiudiziali e le sparizioni forzate in Libia, le torture e la repressione a danno delle persone LGBTI e degli oppositori politici in Cecenia, Russia, nonché le torture e le uccisioni ed esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie in Sud Sudan ed Eritrea. A norma del regime globale di sanzioni dell’UE in materia di diritti umani istituito il 7 dicembre 2020, alle persone e alle entità inserite in elenco si applica il congelamento dei beni nell’UE. Inoltre, le persone inserite in elenco sono soggette a un divieto di viaggio nell’UE. È fatto altresì divieto alle persone ed entità nell’UE di mettere fondi a disposizione, direttamente o indirettamente, delle persone ed entità inserite in elenco.

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