Esecuzione delle sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo: sono stati compiuti progressi nel 2020, malgrado il Covid, ma sono necessari ulteriori sforzi

Gli Stati continuano a compiere progressi nell’esecuzione delle sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU), malgrado la pandemia di Covid-19, secondo l’ultimo rapporto annuale del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa. Sono tuttavia necessari ulteriori sforzi per risolvere i problemi sistemici evidenziati dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, in particolare i maltrattamenti o i decessi causati dalle forze di sicurezza e le pessime condizioni detentive, nonché le cause interstatali e il crescente numero di casi riguardanti limitazioni illegittime dei diritti e delle libertà. Per la Segretaria generale del Consiglio d’Europa, Marija Pejčinović Burić, “Non è tuttavia il momento di lasciarsi andare all’autocompiacimento. Numerose sentenze importanti sono rimaste inapplicate per anni e un certo numero di casi di alto profilo non sono risolti in tempi sufficientemente rapidi. I nostri Stati membri  hanno l’obbligo di eseguire rapidamente e pienamente le sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo. Non si tratta di una cortese richiesta, ma di un impegno giuridicamente vincolante”.

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