Scontri in Myanmar: l’ufficio umanitario delle Nazioni Unite riferisce che migliaia di persone sono sfollate

L’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) ha dichiarato che gli scontri tra le forze di sicurezza del Myanmar e i gruppi armati regionali, che hanno coinvolto attacchi aerei militari, hanno provocato la morte di almeno 17 civili in diverse parti del paese.

L’Ufficio ha anche notato rapporti non confermati di diverse migliaia di persone in fuga dalle ostilità negli ultimi giorni nelle regioni di Kayin e Bago, nel Myanmar centrale, vicino a Yangon. Si stima che 7.100 civili siano ora sfollati nelle due regioni a causa degli attacchi indiscriminati delle Forze Armate di Myanmar (MAF) e dell’Unione Nazionale Karen (KNU), oltre alla crescente insicurezza dal dicembre 2020, secondo l’aggiornamento. Altre 3.848 persone nello Stato di Kayin hanno attraversato il confine con la Thailandia dal 27 marzo, a causa del timore di ulteriori ostilità nella zona. 

Si ritiene che la maggior parte sia tornata in Myanmar, mentre le autorità thailandesi hanno detto che 1.167 persone sono rimaste in Thailandia dal 1° aprile. L’ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR) ha ricevuto rapporti credibili di almeno 568 donne, bambini e uomini, uccisi dal colpo di stato militare del 1° febbraio, anche se si teme che il totale sia probabilmente molto più alto. Il portavoce dell’ONU Stéphane Dujarric ai giornalisti in una conferenza stampa presso la sede delle Nazioni Unite, a New York, ha reso noto che dal 1° febbraio, ci sono stati almeno 28 attacchi contro gli ospedali e al personale sanitario e sette attacchi contro le scuole e il personale scolastico

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