L’attivista saudita per i diritti delle donne Loujain Alhathloul vince l’ottavo premio Václav Havel per i diritti umani ma rimane agli arresti domiciliari

Loujain Alhathloul ha trascorso 1001 giorni in prigione per la sua presa di posizione, ed è stata rilasciata solo nel febbraio 2020, anche se rimane soggetta agli arresti domiciliari e ad altre restrizioni nel suo paese.

Il premio Václav Havel per i diritti umani, che onora l’eccezionale azione della società civile in difesa dei diritti umani, è stato assegnato ad una delle  leader del movimento femminista saudita, avendo condotto una campagna per porre fine al sistema di tutela maschile, così come al divieto per le donne di guidare, e per una maggiore protezione delle donne che subiscono abusi nel Regno. Accettando il premio a suo nome, in un discorso virtuale, la sorella di Loujain, Lina Alhathloul, ha ringraziato la giuria: “Il sostegno internazionale è l’unico modo che abbiamo per denunciare le ingiustizie nel mio paese e proteggere le vittime. Grazie per averci dato la forza di continuare la nostra lotta”.

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