L’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa al governo turco: “rinunciare a leggi e pratiche contrarie alle norme democratiche”

Le richieste dell’APCE lo scorso 22 aprile: “Rinunciare a leggi e pratiche contrarie alle norme democratiche, rivedere la sua legislazione e il suo quadro costituzionale al fine di garantire la separazione dei poteri, ripristinare la libertà di espressione e la libertà dei media, limitare l’interpretazione della sua legislazione antiterrorismo e attuare le sentenze della Corte europea dei diritti umani”. 

I parlamentari dell’APCE, durante il dibattito circa il funzionamento delle istituzioni democratiche in Turchia, hanno inoltre condannato la decisione presidenziale del 20 marzo 2021 di ritirarsi dalla Convenzione di Istanbul, che mira a combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica, poiché presa senza alcun dibattito parlamentare. L’Assemblea inoltre esorta urgentemente le autorità turche “a porre fine alle molestie giudiziarie nei confronti degli oppositori politici, atteggiamento che compromette gravemente l’esercizio del loro mandato, oltre al pluralismo politico nel Paese”. L’APCE ritiene infine che le autorità turche debbano compiere “passi concreti e significativi” nell’attuazione del Piano d’azione per i diritti umani, nonché nella revisione della legislazione sulle elezioni e sui partiti politici, adempiendo così agli obblighi derivanti dalla loro adesione al Consiglio d’Europa.

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