Il Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d’Europa: requisiti minimi per condizioni di detenzione nelle carceri europee

Il Comitato per la prevenzione della tortura (CPT) del Consiglio d’Europa mette in guardia sugli effetti negativi che la pandemia potrebbe provocare sulle condizioni di detenzione nelle carceri, effetti che andrebbero ad aggiungersi a misure di austerità preesistenti in molti paesi. Ha emesso quindi una raccolta di requisiti minimi che riguardano le condizioni di detenzione nelle prigioni europee. 

Il CPT, nel suo rapporto annuale, ha evidenziato un mancato soddisfacimento dei bisogni fondamentali dei detenuti all’interno di alcune strutture detentive, condizione che potrebbe sfociare in un’esposizione dei detenuti a trattamenti inumani o degradanti. Il Comitato inoltre evidenzia come in diversi Stati del Consiglio d’Europa, la pandemia si stia verificando nel quadro di una crisi di bilancio dei sistemi penitenziari già esistente, colpendo ulteriormente i bilanci ed il personale. Questo, secondo il CPT, ha portato a tagli significativi che hanno inciso sulla qualità della vita dei detenuti. “Le persone private della loro libertà nelle prigioni o in qualsiasi altro istituto hanno il diritto di godere di condizioni di vita adeguate. È fondamentale sottolineare che alcuni dei diritti sociali ed economici fondamentali delle persone detenute sono indivisibili dal loro diritto ad essere trattati dignitosamente. Una soglia di decenza dovrebbe sempre essere rispettata nelle prigioni, anche nel contesto delle misure di austerità innescate dalle crisi economiche”, ha dichiarato il presidente del CPT Alan Mitchell. 

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