Conflitto di interessi del premier ceco: I deputati vogliono un’indagine sulle violazioni dello stato di diritto

I risultati dell’audit della Commissione confermano il continuo conflitto di interessi del Primo Ministro ceco Babiš che il Parlamento ha sollevato in diverse risoluzioni e relazioni.

In un progetto di risoluzione adottato con 26 voti a favore, nessuno contrario e 4 astensioni, la Commissione per il controllo dei bilanci chiede alla Commissione di affrontare questo conflitto di interessi insieme alle relazioni sull’influenza del Primo Ministro sui media e sul sistema giudiziario ceco. I Deputati vogliono che ogni presunta violazione dello stato di diritto sia indagata e, se confermata, vogliono che sia attivato il meccanismo di condizionalità per la protezione del bilancio dell’Unione. Nella loro relazione, i deputati sottolineano la mancanza di iniziativa da parte del governo ceco nell’affrontare la situazione del conflitto di interessi e citano i tentativi del governo ceco nel marzo 2020 di legalizzare il conflitto di interessi di Babiš attraverso una legislazione ad hoc. I deputati sono anche preoccupati per la pressione politica esercitata sui media indipendenti cechi, così come per le dimissioni del procuratore generale, che ha dichiarato la pressione del ministro della giustizia come motivo delle sue dimissioni. Il progetto di testo esprime “seri dubbi sull’indipendenza delle autorità ceche” incaricate di distribuire i pagamenti agricoli diretti e chiede alla Commissione di aprire una procedura di audit sulla gestione del Fondo statale di intervento agricolo. La commissione condanna la pratica di ritirare i progetti dai finanziamenti europei per finanziarli attraverso il bilancio nazionale quando la Commissione o i revisori dell’UE rilevano delle irregolarità. Il progetto di risoluzione critica il lungo processo di audit dell’UE, le procedure contraddittorie e le procedure di correzione finanziaria che durano diversi anni. I Deputati chiedono una revisione delle regole per consentire conclusioni più tempestive e il recupero dei fondi UE indebitamente versati e per un formato standardizzato e accessibile al pubblico, come un sistema digitale interoperabile di reporting e monitoraggio per rivelare i beneficiari finali degli esborsi della PAC. La risoluzione sarà messa ai voti dall’intero Parlamento nella prossima sessione plenaria (7-10 giugno).

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