Non chiamatela “riforma Cartabia”. La riforma della Giustizia e della Politica la facciamo a partire dai referendum.

Dichiarazione di Maurizio Turco e Irene Testa, Segretario e Tesoriere del Partito Radicale:
Nonostante le sabbie mobili rappresentate dalla burocrazia ministeriale e da quella parlamentare, la Ministra Marta Cartabia è riuscita ad assicurare qualcosa di inaspettato anche se insufficiente, d’altronde non è la sua riforma e intestargliela è un abuso esercitato da parte di chi la riforma l’ha mutilata.Tant’è che oggi il Fatto quotidiano prova a demolirli insieme, riforma e Ministra.Ma ci ricordiamo di Bonafede, negazione del detto omen nomen? E’ di già blasfemo accostare i nomi, figuriamoci paragonarli.Quel che resta è una inversione di tendenza di politica giudiziaria e di affermazione dei principi costituzionali.E resta il fatto che coloro che accusavano i promotori del referendum, il Partito Radicale e  Matteo Salvini e la Lega, di voler minare il Governo Draghi e il lavoro della Ministra Cartabia, in realtà tradivano quello che era un loro auspicio, che poi hanno tentato ma non gli è riuscito. Per parte nostra siamo convinti che i 6 referendum sulla giustizia, oltre a cambiare quelle sei specifiche leggi, possono innescare un processo che porti ad una riforma radicale della giustizia e della politica.

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