Hong Kong: seria preoccupazione per gli arresti secondo la legge sulla sicurezza

Per i quattro Esperti indipendenti dell’Ufficio per i diritti umani ONU, l’arresto di Chow Hang-Tung, attivista pro-democrazia e difensore dei diritti umani di Hong Kong, con l’accusa di “incitamento alla sovversione” e di essere un agente straniero, è fonte di “profonda preoccupazione”. L’avvocato per i diritti umani, che è stato arrestato l’8 settembre, era un membro della Hong Kong Alliance, un gruppo di sostegno che ha organizzato una veglia annuale a lume di candela per ricordare le proteste di piazza Tienanmen del 1989. Diversi altri attivisti sono stati analogamente arrestati e accusati in base alla legge sulla sicurezza nazionale. La legge è entrata in vigore alla fine di giugno dello scorso anno, dando alle autorità centrali cinesi maggiore potere e controllo su tutti gli aspetti della vita a Hong Kong. In un’analisi scritta, gli Esperti hanno dettagliato al Governo cinese le loro preoccupazioni sulla legge sulla sicurezza nazionale nella regione amministrativa speciale di Hong Kong, sottolineando l’incompatibilità fondamentale della legge con il diritto internazionale e gli obblighi del Paese in materia di diritti umani. Hanno anche sollevato le loro preoccupazioni sulla qualifica relativa all’accusa di “agente straniero”, ai sensi della legge, in cui si fa riferimento ai finanziamenti ricevuti da governi stranieri e alle attività a loro favore. I Relatori Speciali hanno invitato la Cina a garantire che le associazioni possano cercare, ricevere e utilizzare finanziamenti da fonti straniere o internazionali, senza indebiti impedimenti. L’applicazione della legge sulla sicurezza nazionale solleva anche preoccupazioni per un processo equo, secondo il comunicato stampa dell’Ufficio per i diritti umani, sottolineando che un giudice ha negato due volte la cauzione alla Signora Chow sulla base del fatto che avrebbe continuato a minacciare la sicurezza nazionale, se rilasciata. Gli Esperti hanno incoraggiato il Governo ad abrogare urgentemente e a rivedere in modo indipendente la legge sulla sicurezza nazionale per garantire che sia conforme ai diritti umani e al diritto internazionale. I Relatori Speciali che hanno partecipato a questa dichiarazione erano Fionnuala Ní Aoláin, sulla promozione e la protezione dei diritti umani nella lotta al terrorismo; Clément Nyaletsossi Voule, sui diritti alla libertà di riunione pacifica e di associazione; Irene Khan, sulla promozione e la protezione del diritto alla libertà di espressione; e Mary Lawlor, sulla situazione dei difensori dei diritti umani. 

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