Con 280 prigionieri morti in Ecuador, gli Esperti delle Nazioni Unite chiedono un’azione urgente

A seguito di una serie di rivolte che hanno lasciato più di 280 detenuti morti e centinaia di feriti nelle prigioni ecuadoriane quest’anno, gli Esperti Indipendenti delle Nazioni Unite sui diritti umani lunedì hanno chiesto un’azione urgente del governo per affrontare la questione. In una dichiarazione congiunta, gli esperti hanno dichiarato di essere “inorriditi e gravemente preoccupati” per le ripetute rivolte che hanno causato la morte di così tanti prigionieri, e il “chiaro rischio” di ulteriori incidenti. Durante l’ultimo scoppio di violenza, il 12 novembre, almeno 62 detenuti sono stati uccisi e 44 sono stati feriti nel Centro di privazione della libertà Guayas Nr. 1 (Penitenziario El Litoral) vicino alla città costiera di Guayaquil. Questa è stata la quarta rivolta mortale nella prigione quest’anno. Per gli Esperti dell’ONU, “indagini rapide, indipendenti e imparziali devono essere condotte per stabilire le circostanze di tutte queste morti e, in caso di violazioni, perseguire i responsabili”. Hanno anche chiesto “misure urgenti ed efficaci” per fermare “ulteriori massacri”. Gli Esperti hanno ricevuto informazioni su preoccupazioni specifiche, tra cui il grave sovraffollamento, in gran parte come risultato di una politica altamente punitiva di “guerra alla droga”. Hanno anche ricevuto informazioni sui tagli di bilancio e sulla mancanza di personale, compresi i professionisti formati nei campi necessari per la riabilitazione sociale. La disponibilità di armi, la violenza tra bande criminali rivali e l’inadeguata separazione dei detenuti nelle carceri, hanno ulteriormente aggravato i problemi nelle prigioni. Gli esperti ricordano alle autorità che hanno l’obbligo di proteggere la vita e l’integrità fisica di tutti gli individui detenuti. Questo include il dovere di investigare le morti illegali usando i più alti standard, come è determinato dal Protocollo del Minnesota sull’investigazione della morte potenzialmente illegale. Il Governo dovrebbe anche garantire una stretta aderenza alle regole minime standard delle Nazioni Unite del 2015 per il trattamento dei detenuti, note come le Regole di Mandela.

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