Le decisioni del Consiglio Generale

Il Consiglio generale del Partito Radicale che si รจ tenuto a Roma il 25 e 26 giugno ha approvato:
– una Mozione a prima firma del Consigliere Generale Andrea Piani, con 38 voti a favore, 8 contrari, 4 astenuti
–  il bilancio consuntivo del 2021 il bilancio preventivo per il 2022, con 43 voti a favore, 2 contrari, 5 astenuti.
– ha espresso parere positivo sui 25 nuovi Consiglieri Generale nominati dal Segretario dโ€™intesa con il Tesoriere: Bernini Giovanni Paolo; Bornico Claudia; Caccavale Ernesto; Carletti Carlo; Chiavarini Angelo; Craxi Stefania; De Leo Francesco; De Luca Athos; Fabi Fabrizio; Fucilli Francesco; Giachetti Roberto; Gozi Sandro; Landolfi Mario; Laruccia Vito; Leone Luca; Limongelli Umberto; Mesiti Guido; Panico Alessandro; Ponchiroli Luca; Polzoni Alice; Rampi Roberto; Rana Michele; Romeo Carlo; Russomando Angelica; Sbriglia Enrico.

Vista la grave situazione economico-finanziaria, nel corso del Consiglio hanno annunciato un aumento della quota di iscrizione o di portare un iscritto i Consiglieri Generali Angelo Chiavarini e Giovanni Paolo Bernini. Sono seguiti i preannunci di un aumento quota di iscrizione di Maura Benvenuti e Vito Laruccia e del raddoppio della quota da parte del Tesoriere Irene Testa e del Segretario Maurizio Turco. Si รจ cosรฌ aperta una campagna straordinaria di iscrizioni al Partito Radicale. Unica forma per contribuire alle idee, proposte e lotte del Partito Radicale.

MOZIONE APPROVATA a prima firma di Andrea Piani

Il Consiglio generale del Partito Radicale riunito a Roma il 25-26 giugno 2022
ringrazia gli oltre dieci milioni di cittadini che hanno votato i referendum sulla giustizia giusta e sottolinea che su tutti e cinque i quesiti la maggioranza si รจ espressa per lโ€™abrogazione;
ringrazia Matteo Salvini, militanti e dirigenti della Lega, che hanno permesso che vi fosse lโ€™appuntamento referendario;
saluta la decisione del Vicepresidente del Senato Roberto Calderoli, della Tesoriera del Partito Radicale Irene Testa, della sottosegretaria Tiziana Nisini e degli oltre duecento cittadini che hanno attuato lo sciopero della fame per chiedere che i cittadini fossero informati sulla scadenza referendaria;
sottolinea che lโ€™AgCom ha richiamato che i media televisivi non hanno garantito una adeguata copertura informativa ai temi dei referendum e richiamato la RAI “affinchรฉ nei programmi di informazione venga garantito un rigoroso rispetto dei principi del pluralismo, dell’imparzialitร , dell’indipendenza, della completezza, dellโ€™obiettivitร  e della paritร  di trattamento fra i diversi soggetti politici in tutto il periodo di campagna referendaria.”
Udite le relazioni del Segretario e del Tesoriere le fa proprie e le adotta come proprio documento politico.

Relazione del segretario Maurizio Turco

Mi dispiace non poter essere presente. Innanzitutto, per le ragioni per le quali sono costretto a stare qui, e poi perchรฉ ritengo che questo sia un Consiglio generale molto importante. 

Questo consiglio si tiene a 7 mesi dal Congresso italiano che si รจ tenuto in presenza, e nel frattempo il contesto politico internazionale e nazionale รจ profondamente mutato. 

Che la si chiami guerra o โ€œoperazione militare specialeโ€ quella della Russia allโ€™Ucraina รจ unโ€™aggressione, una chiara violazione del diritto internazionale. Il connotato criminale di Putin a noi รจ sempre stato noto, lo abbiamo denunciato in tutte le sedi alle quali abbiamo avuto accesso, abbiamo intrapreso iniziative per decine di anni. Sullโ€™invasione cecena credo che non vi sia stata organizzazione al mondo impegnata piรน del Partito Radicale a denunciare le atrocitร , a cercare di far intervenire il mondo occidentale con le sue istituzioni, nazionali ed internazionali. Abbiamo avuto ospite a Roma da iscritto e dirigente del Partito Radicale Umar Khanbiev ex Ministro della Sanitร  del Governo ceceno in esilio.

Un riscontro a questa nostra attivitร  si รจ avuto nella primavera del 2000 quando la Russia, a quel tempo giร  putiniana, chiese – attraverso lโ€™ambasciatore russo allโ€™ONU Sergej Lavrov, attuale ministro degli Esteri russo – l’espulsione del Partito Radicale dal Consiglio Economico e Sociale dell’ONU (di cui faceva parte dal 1995 e continua a far parte, come ONG con Status consultivo). Lโ€™espulsione era stata giustificata perchรฉ avevamo fatto intervenire alla Commissione Diritti umani di Ginevra il parlamentare ceceno Akhyad Idigov.

Alcuni mesi dopo, il 16 ottobre 2000 viene ritrovato morto con segni di torture Antonio Russo, iscritto al Partito Radicale e corrispondente di Radio Radicale dalla Georgia, dove seguiva la guerra in Cecenia.

Giร  nel febbraio del 1994 a Mosca era avvenuta la morte in circostanze non chiare di Andrea Tamburi, che si era trasferito lรฌ per aprire la sede del Partito Radicale.

Il fatto che oggi Putin aggredisca lโ€™Ucraina per aggredire i valori occidentali, lo stato di diritto, chiarisce definitivamente, ammesso che ne avessimo bisogno, chi sono gli avversari della libertร . E non a caso, a partire dalla Cina, stanno costruendo un fronte comune delle anti democrazie.

Nonostante questa chiarezza, la chiarezza di una guerra dichiarata alle nostre aspirazioni, il fronte occidentale non ha ancora capito che รจ necessario rispondere celermente e che รจ necessario farlo a livello istituzionale. E non solo ai nostri valori: le frontiere europee confinano con quelle russe e, giusto per fare un esempio, Odessa รจ ad appena milletrecento chilometri da Trieste.

Siamo dโ€™accordo sulle sanzioni contro la Russia e sullโ€™aiuto alla difesa militare degli aggrediti.

Certo, salutiamo positivamente la decisione di dichiarare Ucraina e Moldova “Paesi candidati” all’ingresso nell’Unione Europea, giusto perchรฉ รจ meglio questo che niente.Ma questa รจ lโ€™Europa che si รจ giocata la possibilitร  di integrare la Turchia, prima che divenisse quella che รจ stata costretta ad essere, che la tiene alla porta insieme a Macedonia del Nord, Montenegro, Serbia, Albania; mentre giacciono in attesa di essere valutate le richieste di Bosnia Erzegovina e Georgia. Questa รจ lโ€™Europa che non รจ in grado di abbattere il muro che insiste a Cipro e che รจ il simbolo dellโ€™incapacitร  dellโ€™Unione europea.
Questa Europa non ha realizzato, nemmeno in questo frangente, un tentativo di dibattito di riforma istituzionale. Proveranno a passare dalle decisioni prese allโ€™unanimitร  al voto a maggioranza, se ci riusciranno e chissร  quando.
Cโ€™รจ necessitร  dโ€™altro, e se non รจ lโ€™Unione europea a costruirlo, lo devono fare alcuni paesi europei.
Questa guerra ci insegna che รจ indispensabile una sola politica estera, una sola diplomazia, un esercito unico (e non solo una โ€œdifesa europeaโ€ con lโ€™”ambizione” di avere 5-6.000 uomini.
Questa guerra ci sta indicando che รจ necessario che tutti i grandi problemi del nostro tempo che sono problemi transnazionali trovino luoghi istituzionali sovra-nazionali nei quali trovare adeguate soluzioni aldilร  degli interessi nazionali.
Eโ€™ diventato di dominio pubblico di massa che dalla politica energetica alla politica alimentare, cโ€™รจ una interconnessione planetaria di fattori che possono portare al razionamento di gas e luce fino alla prevista riduzione allo stato di estrema povertร  per arrivare alla denutrizione e, in alcune aree, alla morte per fame.

E qui torniamo al 1979, anno che fu proclamato dalle Nazioni Unite Anno Internazionale del Fanciullo, mentre in contemporanea lโ€™Unicef pubblicava un rapporto dal quale risultava che oltre 17 milioni di bambini al di sotto dei cinque anni sarebbero morti nel corso di quello stesso anno di malattie e privazioni che avevano tutte la stessa origine di fondo: la fame e la malnutrizione.
Pannella allora denunciรฒ il dramma dello sterminio per fame nel mondo e accusรฒ i governi dei paesi โ€œricchiโ€ di rendersi di fatto complici del nuovo olocausto, essendo la malnutrizione nel mondo piรน il frutto di un vero e proprio โ€œdisordine economico internazionaleโ€ che di una penuria di alimenti.
Quel โ€œdisordine economico internazionaleโ€ resta prepotentemente sulla scena e mai cโ€™รจ stato da parte di una istituzione occidentale non dico un tentativo di mettere ordine in quel disordine, ma almeno di aprire una riflessione.
Tornano i mostri prodotti dai nazionalismi che non sono piรน solo incapaci di dare una risposta di governo ai problemi planetari ma, proprio per il loro ristretto orizzonte, contribuiscono ad amplificarli anche nel ristretto recinto delle loro nazioni.

 Avessimo le energie umane e finanziarie oggi dovremmo riprendere quel percorso di riflessione e di proposta. Dovremmo rilanciare lโ€™idea di Stati Uniti dโ€™America e dโ€™Europa, anche se oggi รจ ancora lontano dalla realtร  e dal dibattito lโ€™ipotesi di una europa federale, degli Stati Uniti dโ€™Europa. Dovremmo riproporre la Comunitร  della e delle democrazie, che avevamo immaginato anche con statuti e regole nel 2002.
Dovremmo fare la campagna per il riconoscimento allโ€™ONU del nuovo diritto umano alla conoscenza.
E, alla luce di quanto sta accadendo in America sullโ€™aborto, dovremmo riprendere lotte antiche, evidentemente finite in mani cattive o incapaci. 

* * *

Come dicevo, questo consiglio si tiene a 7 mesi dal Congresso italiano che adottรฒ allโ€™unanimitร  un documento politico con il quale si invitavano gli organi dirigenti
โ€“ a valutare lโ€™opportunitร  di denunciare nelle sedi opportune gli organi di informazione radiotelevisivi, pubblici e privati, per lโ€™esclusione del Partito Radicale dal sistema mediatico politico e a richiederne i dovuti risarcimenti.
โ€“ a valutare lโ€™opportunitร  di affiancare alla campagna referendaria un pacchetto di proposte di legge di iniziativa popolare sui temi della giustizia; sul tema della libertร  e diritto di informazione e di servizio pubblico radiotelevisivo; della riforma elettorale in senso Uninominale a turno unico.

Sul primo punto, con Irene Testa e Marco Beltrandi, ci siamo concentrati sulla campagna referendaria. Abbiamo prima ottenuto un richiamo formale da parte dellโ€™AgCom
alla concessionaria del servizio pubblico radiofonico televisivo e multimediale e tutti i fornitori di servizi di media audiovisivi e radiofonici operanti in ambito nazionale affinchรฉ assicurino una immediata e significativa inversione di tendenza rispetto a quanto rilevato garantendo una adeguata copertura informativa ai temi dei referendum

mentre, con una seconda denuncia, abbiamo ottenuto la riparazione con un programma di due ore.
Questo รจ solo un primo passo, con Irene e Marco concorderemo le prossime iniziative.
Sul secondo punto, abbiamo valutato che non ci fossero le condizioni per affiancare alla giร  difficile campagna referendaria un pacchetto di proposte di legge. Ma รจ una indicazione che abbiamo presente e che intendiamo realizzare.

 * * *

Non possiamo non fare una analisi anche del voto referendario, ma soprattutto di una campagna che, per noi, รจ durata oltre un anno.
Per fare una analisi corretta dobbiamo tornare a prima dellโ€™incontro di febbraio con Salvini; da pochi mesi si era tenuto online il X Congresso degli iscritti italiani che si era concluso senza un documento politico; non avevamo interlocutori politici, tranne la Ministra Cartabia; di attenzioni da parte dei mass media neanche a parlarne. Di giustizia se ne parlava in ragione del caso Palamara, con il quale abbiamo interloquito per alcuni mesi.

La campagna referendaria ha innanzitutto ottenuto che si parlasse pubblicamente di giustizia, ha dato forza alla Ministra Cartabia, ha costretto obtorto collo i media a parlare, anche se malvolentieri e con parsimonia, del Partito.

Alla fine della campagna referendaria, promossa e portata avanti dalla Lega e dal Partito Radicale, dieci milioni di persone sono andate al voto, e la maggioranza ha votato SI a tutte le proposte. รˆ chiaro che non abbiamo raggiunto lโ€™obiettivo che consisteva nellโ€™abrogare le leggi sottoposte a referendum. Non possiamo trascurare il fatto che, contrariamente a tutte le previsioni, anche i quesiti su legge Severino e lโ€™abuso di custodia cautelare hanno raccolto tra i votanti la maggioranza di abrogazionisti.

A chi era preoccupato che il Partito non avrebbe avuto spazi, faccio presente che abbiamo gestito spazi che sono stati il triplo degli spazi di qualunque altra forza politica o comitato. Questo anche grazie alla generositร  di Andrea Piani che ha messo a nostra disposizione gli spazi dellโ€™associazione giustizia giusta.

Abbiamo quindi deciso con Irene di far occupare questi spazi da persone altre da noi, Irene non ha partecipato a nessuno spazio, io ad uno, nonchรฉ allโ€™ora di riparazione che ci ha concesso lโ€™AgCom.
Qualcuno ci ha rimproverato il disimpegno di Matteo Salvini, basti dire che dopo il voto ha rivendicato lโ€™iniziativa e rilanciato il rapporto con il Partito. E durante la campagna, Salvini come tantissimi militanti e dirigenti รจ stato impegnato tanto nella campagna elettorale che in quella referendaria. Forse si voleva un impegno radicale, ma Salvini รจ il leader della Lega.
Non posso tralasciare di sottolineare lโ€™impegno, lโ€™entusiasmo, la generositร  del vicepresidente del Senato Roberto Calderoli che con Irene Testa ha scritto al Presidente della Repubblica ed insieme alla sottosegretaria Tiziana Nisini ed oltre duecento persone hanno fatto lo sciopero della fame per 9 giorni proprio sulla mancanza di informazione. Cosรฌ come voglio ringraziare Irene per avere messo a disposizione, visto che lโ€™ha pagato con i soldi suoi, il libro โ€œil fatto non sussisteโ€ che รจ stata occasione di dibattito e di conoscenza di nuovi compagni di strada e di Partito Radicale. Li ringraziamo tutti per la loro partecipazione e disponibilitร . 

Chiudo questo capitolo sottolineando che nei giorni scorsi, a seguito di una iniziativa presa con Irene Testa, Giulio Terzi e lโ€™avvocato Ezechia Paolo Reale, la Ministra Marta Cartabia in tre mesi รจ riuscita a far scrivere il โ€œcodice dei crimini internazionaliโ€ si potrร  cosรฌ adempiere agli obblighi internazionali assunti dallโ€™Italia a seguito della ratifica dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale, dopo 20 anni dalla sua entrata in vigore e dopo 24 dalla sua firma. 

* * *

Come dicevo allโ€™inizio, ci sono state una serie di aggressioni al Partito. Premetto subito che, anche per quanto riguarda queste aggressioni, lโ€™atteggiamento da assumere sia quello che stanno avendo gli ucraini di fronte allโ€™aggressore russo. 

Lungi da me pensare che i fatti che adesso metterรฒ in fila siano conseguenza di un complotto ordito ai danni del Partito, il danno cโ€™รจ ma credo che sia lโ€™esito di una serie di casi. 

Partirรฒ dalla cosa piรน grave: il Prof. Giuseppe Di Federico che preannuncia che non si iscrive piรน al partito radicale ma “a organizzazioni radicali i cui responsabili hanno una maggiore caratura radicale e cioรจ quella presieduta da Rita Bernardini (Nessuno tocchi caino) e quella di Marco Cappato (Associazione Luca Coscioni).”

Chiedo scusa, non frequento da poco lโ€™ambiente, ma la storia della caratura radicale mi รจ sfuggita e quindi taccio. 

Perchรฉ il Prof. Di Federico sente lโ€™esigenza di fare questa affermazione? 

Nel novembre del 2016 ho annunciato che avrei costituito una Fondazione Marco Pannella per mettere al riparo il patrimonio posseduto dalla Lista Marco Pannella.

Ho quindi deciso che avrebbero fatto parte della Fondazione i soci superstiti della Lista Marco Pannella, Aurelio Candido e Rita Bernardini. Decisione quindi che non teneva conto di carature di alcun tipo. Anche la scelta di chi avrebbe fatto parte della Lista Pannella fu fatta con Marco sulla base del principio โ€œchi portiamo dal Notaio?โ€. Questo perchรฉ nel febbraio del 1992 lโ€™associazione era uno strumento necessario a presentare le Liste alle elezioni, aveva sede presso la casa di Pannella e non possedeva una lira di patrimonio.
Quindi, punto primo: sono io che ho chiesto a Rita Bernardini di fare parte della Fondazione pur non avendone alcun obbligo. 

Quando la Prefettura ci comunica informalmente che ci sono dei problemi con le certificazioni, lo comunico a Rita Bernardini, alla presenza di Irene Testa, dicendo che avrei provveduto a richiedere i certificati del casellario giudiziale di noi tre. Rita mi dice che sicuramente รจ per le sue condanne e che si sarebbe dimessa; gli rispondo che avremmo atteso i certificati e in caso avremmo cercato una compensazione.
Punto secondo: รจ Rita Bernardini che offre le dimissioni non sono io che gliele chiedo. 

Dopo alcuni giorni vado da Rita a chiedergli in quale giorno andare dal Notaio per procedere con le dimissioni. Mi comunica che ci ha ripensato, che ha realizzato che la voglio fare fuori, che si รจ pentita di essersi fidata, che non ha mai visto lo Statuto, che vuole fare una iniziativa politica e che non avrebbe mai chiesto la riabilitazione. Gli faccio presente che io ho firmato una fideiussione di oltre 4 milioni di euro, che รจ necessario fare ricorso al 5 per mille (che, ma รจ un caso, giร  ricevono Nessuno Tocchi Caino e lโ€™Associazione Luca Coscioni) e che se succede qualcosa vendo la radio, Rita mi risponde e vendila, a quel punto esco dalla stanza.

Chiedo per iscritto alla Prefettura le ragioni per le quali non arriva il riconoscimento.

Ci rispondono che Rita Bernardini non ha i requisiti per far parte del Consiglio di Amministrazione.

Rita scrive alla Prefettura facendo tra lโ€™altro presente che nelle stesse condizioni si sarebbe trovato Pannella e quindi vorrebbe dire che nemmeno Marco Pannella vivo ne potrebbe far parte e/o ottenerne il riconoscimento.
In realtร , ad un certo punto Marco Pannella non poteva candidarsi nella Lista Pannella perchรฉ era stato condannato per vilipendio alle forze armate; volendo candidarsi ci occupammo di procedere alla richiesta di riabilitazione nei confronti del Ministero della Difesa.

La Prefettura ci da dieci giorni di tempo per decidere cosa vogliamo fare altrimenti la lettera รจ da considerarsi quale โ€œpreavviso di rigetto allโ€™iscrizioneโ€.
Il giorno successivo ho chiesto a Rita di conoscere le sue determinazioni utili a rimuovere gli ostacoli che impediscono il riconoscimento della Fondazione: richiesta rimasta senza risposta.

Dopo cinque giorni, procedo con la convocazione del Consiglio di Amministrazione per rimuovere gli ostacoli e quindi ottenere il riconoscimento della Fondazione.
Quello che ho letto nei giorni successivi interessa piรน la onorabilitร  della Fondazione che del Partito Radicale e per rispetto degli altri consiglieri non ho alcuna intenzione di preannunciare in questa sede cosa proporrรฒ al Consiglio di Amministrazione.Se questo episodio, con le ripercussioni che Rita ha voluto che avesse, non necessariamente come volontร  ma certamente come conseguenza immaginabile, in un primo momento mi รจ parso casuale ad una attenta lettura di quello che รจ accaduto dal 2019 a pochi giorni fa potrebbe invece essere causale.
Infatti, poche ore prima che iniziasse il Congresso, fui raggiunto da Sergio dโ€™Elia mentre ero con Antonella Casu e Antonio Cerrone, il quale ci comunicรฒ che lui, Elisabetta Zamparutti e Rita Bernardini si sarebbero occupati di Nessuno Tocchi Caino.
Eppure, eravamo riuniti insieme fino a poche ore prima, avevamo concordato nei dettagli lo Statuto e nulla lasciava presagire questa decisione presa altrove.
Alcuni mesi dopo, durante una riunione Sergio ci comunica che essendo la campagna sulla pena di morte vinta, Nessuno Tocchi Caino si occuperร  di giustizia. Intanto porta avanti la campagna di iscrizioni “abbiamo salvato il Partito Radicale adesso salviamo Nessuno Tocchi Caino”.
Alcuni giorni fa il caso vuole – รจ il caso di dirlo! – che lโ€™ONU ci invia della documentazione dalla quale risulta che Nessuno Tocchi Caino e lโ€™Associazione Luca Coscioni hanno chiesto il riconoscimento simile a quello del Partito Radicale da parte dellโ€™ONU.

Sempre alcuni giorni fa, il Presidente delle Camere Penali con tutte le camere penali ha attaccato il Partito Radicale. Non risponderรฒ a tutte le โ€œinesattezzeโ€ che sono state dette, mi interessa registrare questa casuale convergenza temporale.
In queste condizioni politiche, e in quelle economico finanziarie delle quali parlerร  Irene, la conclusione da trarre รจ che ci aspetta una ulteriore traversata nel deserto, durante questa traversata dovremo studiare le possibili forme di iniziativa per uscire dallโ€™accerchiamento.
Non potremo farlo in questa sede, non ci sono i tempi necessari per i dovuti approfondimenti, oggi รจ importante la condivisione o meno di un’analisi politica.
Per questo chiedo che il Consiglio generale faccia sua e assuma come propria delibera il testo di questa relazione.

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