REFERENDUM: PARTITO RADICALE SCRIVE A MATTARELLA, “STOP PROPAGANDA NELLE SEDI GIUDIZIARIE”

Roma, 28 febbraio 2026


Al Presidente della Repubblica Sergio MATTARELLA Palazzo del Quirinale 00187 Roma
Oggetto: Richiesta di intervento quale Garante della Costituzione in relazione a propaganda
referendaria unilaterale all’interno di sedi giudiziarie – Violazione dei principi di imparzialità
e neutralità della magistratura


Signor Presidente della Repubblica,
mi rivolgo a Lei nella Sua qualità di Garante della Costituzione per sottoporre alla Sua attenzione
un evento di estrema gravità che attiene alla salvaguardia dei principi fondamentali di imparzialità
e neutralità della magistratura, nonché alla corretta attuazione del procedimento referendario del
22 e 23 marzo quale strumento di democrazia diretta.
Le agenzie di stampa hanno diffuso la notizia che presso il Tribunale di Reggio Calabria, così
come presso altre sedi giudiziarie del territorio nazionale, sono stati esposti cartelloni e materiali di
propaganda referendaria a favore del “No” in relazione al referendum in corso, materiali del
“Comitato per il NO”, riconducibile all’Associazione Nazionale Magistrati (ANM). Tale circostanza,
che ha suscitato l’indignazione del fronte favorevole al “Sì”, configura una violazione manifesta dei
principi costituzionali che sovraintendono e garantiscono potere giurisdizionale riconducibile al
corpo della magistratura e al corretto svolgimento della consultazione referendaria. Come è
noto, l’art. 54 Cost. stabilisce che i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di
adempierle con disciplina ed onore. Tale dovere si declina, per i magistrati, nell’obbligo di
imparzialità sancito dall’art. 97 Cost., che impone alle pubbliche amministrazioni di assicurare il
buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione, principio che si estende con ancora
maggiore rigore alla funzione giurisdizionale.
La Corte Costituzionale ha più volte ribadito che i magistrati, ai quali è affidata in ultima istanza la
tutela dei diritti di ogni consociato, sono tenuti – più di ogni altra categoria di funzionari pubblici –
non solo a conformare oggettivamente la propria condotta ai più rigorosi standard di imparzialità,
correttezza, diligenza, laboriosità, riserbo ed equilibrio nell’esercizio delle funzioni, ma anche
ad apparire indipendenti e imparziali agli occhi della collettività, evitando di esporsi a
qualsiasi sospetto di perseguire interessi di parte nell’adempimento delle proprie funzioni (Corte
Cost. n.51/2024).
La stessa Corte ha chiarito che i principi costituzionali di indipendenza e imparzialità vanno tutelati
non solo con specifico riferimento all’esercizio delle funzioni giudiziarie, ma anche quali criteri
ispiratori di regole deontologiche da osservarsi in ogni comportamento di rilievo pubblico, al fine di
evitare che dell’indipendenza e imparzialità dei magistrati i cittadini possano fondatamente dubitare
(Corte Cost. n. 170/2018).
L’esposizione di materiale propagandistico referendario unilaterale all’interno delle sedi giudiziarie,
per di più riconducibile all’associazione di categoria dei magistrati, integra una violazione
particolarmente grave dei principi sopra richiamati sotto molteplici profili. L’utilizzo di spazi
istituzionali per veicolare messaggi di parte in una consultazione referendaria compromette
irrimediabilmente l’apparenza di terzietà che deve caratterizzare la magistratura. Il cittadino che
accede al Tribunale per ottenere giustizia deve poter confidare nella neutralità del giudice, non
essere accolto da manifesti che ne rivelano il posizionamento politico su questioni di rilevanza
costituzionale. Le sedi giudiziarie sono luoghi istituzionali destinati all’esercizio della funzione
giurisdizionale, non arene per il confronto politico. Consentire l’affissione di propaganda
referendaria unilaterale in tali spazi costituisce un abuso che altera la natura stessa di questi luoghi

e tradisce la fiducia dei cittadini. La propaganda referendaria deve svolgersi nel rispetto del
principio di parità tra le diverse posizioni. L’utilizzo privilegiato di spazi istituzionali da parte di una
sola delle posizioni in campo costituisce una violazione del principio democratico che deve
presiedere alla consultazione popolare. Come affermato dalla Corte Costituzionale, la condotta dei
magistrati deve evitare di minare, con il proprio comportamento, la fiducia dei consociati nel
sistema giudiziario, valore essenziale per il funzionamento dello Stato di diritto.
I Presidenti dei Tribunali, quali organi di vertice degli uffici giudiziari, hanno il dovere di vigilare
affinché le sedi giudiziarie mantengano la loro natura di luoghi istituzionali neutri e imparziali.
Consentire l’affissione di propaganda referendaria unilaterale costituisce una grave omissione
nell’esercizio di tale dovere di vigilanza. Tale condotta appare tanto più grave in quanto la
propaganda in questione è riconducibile all’ANM, associazione di categoria dei magistrati, il che
determina un’inevitabile sovrapposizione tra la funzione giurisdizionale e il posizionamento politico
su questioni di rilevanza costituzionale.
Signor Presidente, in considerazione della gravità della situazione descritta e della necessità di
tutelare i principi costituzionali di imparzialità della magistratura e di corretto svolgimento del
procedimento referendario, Le chiedo di voler intervenire, nelle forme che riterrà più opportune.
Il Partito Radicale, da sempre impegnato nella difesa dello Stato di diritto e dei principi
costituzionali, confida nel Suo autorevole intervento quale Garante della Costituzione per
ripristinare la legalità e tutelare l’integrità delle istituzioni repubblicane.

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