Dichiarazione di Maurizio Turco e Irene Testa, Segretario e Tesoriere del Partito Radicale
Il sequestro di sette sezioni del carcere di Sollicciano disposto dal Tribunale di Firenze per gravi violazioni delle norme sulla salute e sulla sicurezza rappresenta un fatto senza precedenti e una conferma di quanto da anni chiede il Partito Radicale.
Non si tratta di un’emergenza improvvisa, ma della conseguenza prevedibile di un degrado strutturale, di un sovraffollamento cronico e dell’assenza di interventi adeguati da parte delle istituzioni.
Da anni il Partito Radicale chiede che, di fronte a situazioni incompatibili con la legge e con i principi costituzionali, la magistratura intervenga adottando tutti gli strumenti previsti dall’ordinamento, compreso il sequestro delle strutture che non rispettano le norme sulla salute e sulla sicurezza.
La decisione della magistratura afferma un principio fondamentale: la legge deve valere anche dentro le carceri.
Quando uno Stato mantiene persone detenute in condizioni incompatibili con la dignità umana e con le stesse norme che impone ai cittadini, viene meno alla propria legalità.
Ci auguriamo che quanto accaduto a Sollicciano non resti un caso isolato.
Occorre verificare con la stessa attenzione la situazione degli altri istituti penitenziari italiani e intervenire ovunque vengano riscontrate condizioni contrarie alla legge.
Da anni chiediamo provvedimenti strutturali per un sistema carcerario ormai al collasso e che il tema delle carceri torni al centro dell’agenda politica.
Oggi il Tribunale di Firenze ha certificato ciò che era sotto gli occhi di tutti: non sono i detenuti a essere fuori dalla legge, ma troppo spesso lo sono le carceri in cui lo Stato li rinchiude.
