Al Parlamento europeo,
al Consiglio europeo,
al Consiglio dell’Unione europea,
alla Commissione europea
Noi cittadini dei paesi europei ed non europei,
• rifiutiamo l’imposizione della logica dei meri rapporti di forza all’interno della Comunità internazionale,
• giudichiamo grave e pericolosa per le sorti del mondo la sempre più frequente violazione del diritto internazionale e della giustizia internazionale, nonché l’abbandono del sistema multilaterale come metodo di confronto tra Stati nell’affrontare sfide globali quali la regolamentazione di un libero commercio e il controllo democratico sulle nuove tecnologie o la lotta contro i cambiamenti climatici;
• denunciamo che la sempre più frequente violazione della legalità internazionale implica aggressioni a Stati sovrani, sopraffazioni di minoranze, rischi o addirittura pratiche di genocidio che restano impunite, abusi sistematici del diritto umanitario, così come crisi sistemiche dei mercati, rimessa in discussione degli obiettivi per garantire la sostenibilità ambientale del pianeta, e il ruolo crescente del potere occulto di algoritmi attraverso il controllo di tecnologie di largo diffuso che praticano la violazione dei dati privati e il ruolo spesso neocoloniale di alcuni sistemi di intelligenza artificiale;
• prendiamo atto dell’attuale impossibilità di riformare il sistema delle Nazioni Unite, da tempo bloccato dai privilegi dei veti in seno al Consiglio di Sicurezza e dalla scarsa credibilità di alcuni suoi organismi, e constatiamo che all’assoluta necessità di salvaguardare la funzione delle Nazioni Unite non corrisponde un’adeguata capacità di incidere nei processi internazionali;
• osserviamo la diffusione di formati internazionali – istituzionalizzati o informali – a difesa di influenze geostrategiche settoriali e nei quali è assente la difesa e la promozione della democrazia e dei diritti umani;
• manifestiamo la nostra preoccupazione per l’assenza di una capacità strutturale di unità di azione e spesso anche solo di concertazione da parte dei paesi democratici, tanto più paradossale nella condivisione di valori e di obiettivi comuni;
• prendiamo atto delle divisioni in seno al campo delle storiche democrazie occidentali e, di conseguenza, della crescente inefficienza di forum internazionali da essi costituiti;
• respingiamo ogni rassegnazione e invochiamo il coraggio di un’iniziativa che rilanci il ruolo della democrazia, la sua forza e la sua capacità di attrazione, nonché la protezione della sua missione nelle nostre società e nel mondo;
1. Chiediamo all’Unione europea di farsi promotrice dell’istituzione di un’Organizzazione Mondiale delle Democrazie, convinti che solo una maggiore unità degli Stati democratici possa offrire una prospettiva di pace e rispetto della legalità internazionale contro l’attuale deriva bellicista, di sopraffazione e di imposizione dei rapporti di forza nella comunità internazionale;
2. Riteniamo che la partecipazione all’Organizzazione Mondiale delle Democrazie debba essere basata su principi trasparenti di rispetto della legalità internazionale di sostegno al metodo multilaterale, e aperta a tutti gli Stati e organizzazione inter-governative di paesi che soddisfino i seguenti criteri:
- il rispetto dello Statuto delle Nazioni Unite e della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, strumenti giuridici di base a tutela della pace, della sovranità territoriale degli Stati, dei diritti della persona;
- l’adesione allo Statuto di Roma e il riconoscimento della giurisdizione della Corte Penale Internazionale, per lottare contro l’impunità internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità;
- l’adesione all’Organizzazione Mondiale del Commercio, affinché i processi del mercato globale siano regolati, anche in caso di controversie, da un quadro stabile e di garanzia multilaterale;
- la sottoscrizione dell’Accordo di Parigi per un contrasto comune contro i cambiamenti climatici;
- l’adozione di un ordinamento costituzionale interno rigorosamente democratico, incardinato su un sistema parlamentare multipartitico, sulla separazione dei poteri dello stato legislativo, esecutivo e giudiziario, e sul rispetto delle libertà fondamentali della persona e dei diritti delle minoranze.
Chiediamo che l’Organizzazione Mondiale delle Democrazie sia un processo dinamico che accolga tutti i paesi che, rispettandone i criteri di partecipazione, desiderino farne parte, senza discriminazioni geografiche, religiose o etniche.- Riteniamo inoltre che tale Organizzazione debba avere i connotati di: apertura, non creando divisioni anche con paesi altrimenti alleati e anzi sottolineando la propria disponibilità a confrontarsi lealmente con singoli Stati, altre organizzazioni, rappresentanze costituite della società; trasparenza, con un processo decisionale che, nel perseguire gli interessi dell’Alleanza, sia accessibile ai cittadini e capace di istituire una relazione di fiducia con e ai media; affidabilità, con posizioni coerenti con i propri valori e durevoli.
- Riteniamo che l’Organizzazione Mondiale delle Democrazie debba organizzare la propria attività con vertici regolari e con il varo di iniziative comuni tra i propri membri e di coordinamento per la promozione dei suoi valori fondanti e di contrasto alle derive totalitarie e unilaterali.
- Siamo convinti che l’istituzione di un’Organizzazione Mondiale delle Democrazie sia un passo inderogabile per assicurare il futuro dei valori fondanti della stessa Unione europea e rappresenti un passo essenziale per la difesa della pace e della libertà nel mondo.




