LA GIUSTIZIA NON PUÒ PIÙ ATTENDERE
APPELLO PUBBLICO AL PARLAMENTO ITALIANO
Al Presidente della Camera dei Deputati
Al Presidente del Senato della Repubblica
Ai Presidenti delle Commissioni Giustizia di Camera e Senato
Ai Presidenti dei Gruppi parlamentari
A tutte le Deputate e a tutti i Deputati
A tutte le Senatrici e a tutti i Senatori
Per la calendarizzazione e approvazione delle proposte di legge sul risarcimento delle vittime di errori giudiziari e ingiusta detenzione.
Ci sono anni di vita che nessuno potrà restituire. Ci sono innocenti che hanno conosciuto il carcere, famiglie distrutte, esistenze spezzate, dignità calpestate.
Ci sono ferite che nessuna assoluzione potrà cancellare.
La storia di Enzo Tortora, quella di Beniamino Zuncheddu e di tanti altri cittadini vittime della malagiustizia ci ricordano che quando lo Stato sbaglia, non può voltarsi dall’altra parte.
Non può chiedere fiducia ai cittadini se non è capace di riconoscere fino in fondo le proprie responsabilità.
Non può proclamare la sacralità della libertà individuale e poi lasciare soli coloro ai quali quella libertà è stata ingiustamente sottratta.
Per questo rivolgiamo un appello pubblico ai Presidenti delle Camere, ai gruppi parlamentari, alle forze politiche di maggioranza e di opposizione affinché siano finalmente calendarizzate e discusse le proposte di legge sul risarcimento delle vittime di errori giudiziari e ingiusta detenzione, a partire dalla proposta Zuncheddu e altri e dall’iniziativa promossa dal Partito Radicale, prime firmatarie Irene Testa e Gaia Tortora, sostenuta da una mobilitazione di oltre 50.000 firme.
È una battaglia di civiltà giuridica, di libertà, di dignità umana. È una battaglia che appartiene alla storia radicale, ma che deve appartenere a tutti coloro che credono nella Costituzione, nelle garanzie individuali e nello Stato di diritto.
Perché la giustizia non si misura soltanto dalla capacità di punire i colpevoli, ma anche dal coraggio di riconoscere i propri errori e di rispondere delle ingiustizie commesse contro gli innocenti.
Chiediamo che il Parlamento non continui a rinviare una questione che riguarda la libertà e la dignità delle persone.
Ogni giorno di silenzio istituzionale rischia di aggiungere un’altra ingiustizia a quella già subita.
La responsabilità di uno Stato democratico non finisce con il riconoscimento dell’innocenza. Comincia anche da lì: dal dovere di riparare, per quanto umanamente possibile, l’ingiustizia subita.
Ci rivolgiamo dunque a tutte le forze parlamentari, senza distinzioni di appartenenza politica, affinché questa battaglia diventi un impegno comune.
Il Parlamento dia voce a chi per troppo tempo non ne ha avuta. Dia una risposta a chi ha pagato con la propria libertà gli errori dello Stato.
Perché non può esserci vera giustizia senza responsabilità.
Perché uno Stato di diritto si riconosce soprattutto da come risponde quando è lo Stato stesso ad aver violato i diritti di un innocente.
Calendarizzare queste proposte di legge è un atto dovuto di attenzione democratica. Continuare a ignorarle significherebbe lasciare senza risposta una domanda di giustizia che riguarda l’intero Paese.



