CONTINUE MINACCE ED ELIMINAZIONE DEGLI OPPOSITORI AL REGIME CAMBOGIANO DI HUN SEN

Mentre ci si avvicina all’annunciato ritorno dall’esilio del leader del CNRP e membro della presidenza onoraria del Partito Radicale, Sam Rainsy, e altri membri del CNRP in Cambogia il 9 novembre prossimo, membri del partito di opposizione vengono arrestati quotidianamente nel paese. Chiunque si esprima in favore del ritorno di Sam Rainsy in Cambogia rischia l’arresto con l’accusa di complotto. Anche i commenti e i post sui social media sono monitorati attentamente. Il Primo Ministro Hun Sen ha annunciato pubblicamente che schiererà l’esercito il 9 novembre, quando Sam Rainsy e altri leader del CNRP attualmente in esilio faranno ritorno in Cambogia, accompagnati da parlamentari europei e di altri paesi.

Di seguito il comunicato di aggiornamento di Mu Sochua, Vice Presidente del CNRP

CAMBODIA NATIONAL RESCUE PARTY

AGGIORNAMENTO 10 OTTOBRE 2019

 

Continue minacce ed eliminazione degli

oppositori al regime cambogiano di Hun Sen

Cosa accade? Leader locali e giovani esponenti del Partito di Salvezza Nazionale Cambogiano (Cambodia National Rescue Party – CNRP), il principale partito di opposizione illegalmente messo al bando dalla giustizia di Hun Sen, vengono ormai arrestati quotidianamente in Cambogia senza alcun mandato dalla polizia locale. Detenuti e accusati arbitrariamente e privati di rappresentanza legale. In tutti i villaggi della Cambogia i membri dell’opposizione vivono sotto stretta sorveglianza, in un’atmosfera di paura. Finora sono stati incarcerati 38 sindaci e consiglieri comunali eletti con il CNRP, di cui 4 donne. Dal gennaio di quest’anno, 147 oppositori sono stati accusati e circa 100 hanno subito un interrogatorio nelle stazioni di polizia. Ad aprile, un militante del CNRP è stato trovato morto, con il collo rotto, in una prigione dove era stato portato due giorni prima. Ancora oggi i familiari cercano disperatamente una rappresentanza legale e sono costretti a corrompere gli agenti penitenziari per poter visitare i detenuti. Chiunque si esprima in favore del ritorno di Sam Rainsy in Cambogia rischia l’arresto con l’accusa di complotto. Anche i commenti e i post sui social media sono monitorati attentamente.

Qual è la minaccia? Intervenendo ad un evento davanti agli studenti delle scuole superiori all’inizio di questa settimana, Hun Sen ha annunciato pubblicamente che schiererà l’esercito il 9 novembre, quando Sam Rainsy e altri leader del CNRP attualmente in esilio faranno ritorno in Cambogia, accompagnati da parlamentari europei e di altri paesi. Sotto il comando di Hun Sen, le forze armate saranno impiegate per arrestare Sam Rainsy in quanto capo di un gruppo ribelle intenzionato a rovesciare il governo. Sam Rainsy e altri otto membri del Comitato permanente del CNRP sono stati accusati di tradimento e di aver pianificato un colpo di stato. I mandati di arresto contro i nove sono stati inviati ai paesi membri dell’ASEAN con la richiesta di arresto immediato ed estradizione.

Qual è il contesto internazionale? Tutto ciò avviene mentre pochi giorni fa una delegazione guidata dal Vice Primo Ministro cambogiano Sar Kheng era in visita in Germania per chiedere il mantenimento dell’accordo EBA” (Everything But Arms – Tutto Tranne Armi) tra UE e Cambogia che assicura un posto di lavoro a 700.000 operai, sostegno sociale ai loro familiari e incentivi a centinaia di migliaia piccole imprese. Inoltre, alla 42a sessione del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, il Relatore Speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani in Cambogia, Rhona Smith, ha dichiarato molto chiaramente che il governo deve rivedere l’approccio ai diritti e alle libertà in Cambogia e garantire che tutti i diritti e le libertà volontariamente sottoscritti dal governo siano esercitati da ogni cittadino nel paese”.

Perché è importante? Il ritorno di Sam Rainsy e di altri leader del CNRP con altri cambogiani che vivono all’estero non è un colpo di stato ma un’iniziativa nonviolenta e pacifica per permettere alla Cambogia di riprendere il percorso democratico. Dobbiamo essere autorizzati a tornare in patria come cittadini liberi, per poter stare con le nostre famiglie e il nostro popolo, parlare liberamente con i nostri amici e sostenitori senza il timore di subire intimidazioni, minacce, persecuzioni, di finire incarcerati o centrati dai proiettili delle mitragliatrici. Nessuno dove essere perseguitato per aver espresso sostegno o aver aderito al nostro ritorno.

Cosa serve? Occorrono garanzie internazionali affiché il ritorno in Cambogia dei leader dell’opposizione in esilio avvenga in sicurezza. Per neutralizzare ogni violenza, rappresentanti e media internazionali devono unirsi ai leader dell’opposizione quando tenteranno di tornare in patria. E’ importante che i partner della Cambogia convincano il regime che il Ritorno” è un’opportunità per superare l’attuale stallo. In questo senso deve essere presa in seria considerazione la proposta del presidente ad interim del CNRP, Sam Rainsy: liberazione di Kem Sokha e dei prigionieri politici e apertura di un vero dialogo monitorato a livello internazionale.

Mu Sochua
Vice Presidente del CNRP

Il comunicato originale nella pagina Facebook di Mo Sochua

Traduzione di Matteo Angioli