CONSIGLIO DEI DIRITTI UMANI DELLE NAZIONI UNITE – CON L’INGRESSO DI CINA, RUSSIA E CUBA I PAESI TOTALITARI E NON DEMOCRATICI SONO LA MAGGIORANZA. GLI USA, CHE HANNO ABBANDONATO IL CONSIGLIO, RAFFORZINO LA “COMMUNITY OF DEMOCRACIES”.

Con l’elezione dei 15 membri che entreranno a far parte del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite per tre anni a partire dal 1° gennaio prossimo, il fronte dei paesi totalitari e antidemocratici è in maggioranza.

Cina, Cuba, Pakistan, Russia e Uzbekistan dovranno giudicare le violazioni dei diritti umani essendo loro stessi stati condannati per averli violati.

Questo vuol dire che la Commissione sarà portata ad abbassare ulteriormente lo standard di valutazione del rispetto dei diritti umani.

E’ indispensabile che i paesi fondati sulla democrazia liberale si organizzino a difesa e per l’affermazione dei principi fondati dell’ONU e delladichiarazione universale dei diritti umani, e non lascino spazio a paesi che dovrebbero valutare come i paesi democratici li rispettano nel mentre li limitano ai propri cittadini.

Ci auguriamo che gli USA, dopo aver ritirato la propria delegazione dal Consiglio, prendano una iniziativa propositiva volta a rivedere il meccanismo di elezione all’interno del Comitato e a rafforzare l’organizzazione intergovernativa “Community of democracies”.

NOTA TECNICA

Ieri sono stati eletti al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite paesi che sono stati condannati per gravi violazioni dei diritti umani, tra cui Cina, Cuba, Pakistan, Russia e Uzbekistan. Oltre a Bolivia, Costa d’Avorio, Francia, Gabon, Malawi, Messico, Nepal, Senegal, Ucraina e Regno Unito.

Il Consiglio è un organismo intergovernativo di 47 paesi responsabile della “promozione e protezione di tutti i diritti umani in tutto il mondo”. Gli Stati Uniti hanno ritirato la propria delegazione nel 2018 a causa di pregiudizi contro Israele e un modello che consente a regimi corrotti e repressivi di farne parte.

Anche l’Arabia Saudita era candidata a farne parte a pochi giorni dal secondo anniversario dell’assassinio del giornalista Jamal Khashoggi.

La Cina, impegnata nel genocidio demografico contro i musulmani uiguri e altre minoranze etniche nello Xinjiang, è stata eletta con il minor numero di voti, 139, quando nel 2016 ne aveva ottenuti 180.

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