Carceri Toscana. Appello al Ministro della Giustizia e ai Provveditori Regionali del DAP: fermate la legalizzazione del degrado nelle carceri. Chiediamo la revoca della circolare 

Dichiarazione di Maurizio Turco e Irene Testa segretario e tesoriere del Partito Radicale 

Il documento del Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria della Toscana che dispone che i detenuti per mancanza di spazi possano dormire con i materassi per terra rappresenta un fatto di eccezionale gravità politica e istituzionale.

Lo Stato, invece di rimuovere le cause del sovraffollamento, impartisce disposizioni affinché le persone detenute vengano sistemate su materassi stesi a terra. Non è una misura organizzativa: è la certificazione del fallimento dello Stato di diritto.

Nessun detenuto è stato condannato a dormire sul pavimento. La pena prevista dalla legge è la privazione della libertà, non della dignità, della salute e dei diritti fondamentali.

Per questo rivolgiamo un appello pubblico a tutti i Provveditori regionali del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria affinché rendano noto se analoghe disposizioni siano state impartite nei rispettivi distretti e con quali modalità si stia affrontando il sovraffollamento.

Chiediamo inoltre al Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e al Ministro della Giustizia di revocare immediatamente ogni direttiva che autorizzi sistemazioni incompatibili con la dignità della persona e di assumersi la responsabilità politica e amministrativa di una situazione ormai fuori controllo.

Non si governa l’emergenza legalizzando l’illegalità. Non si risolve il sovraffollamento trasformando il pavimento in un letto. 

Quando è lo Stato a violare i principi sanciti dalla Costituzione e dall’ordinamento penitenziario, è lo Stato stesso a perdere autorevolezza e credibilità.

La civiltà giuridica di un Paese si misura da come tratta le persone private della libertà. Se lo Stato rinuncia al rispetto della legalità nelle proprie carceri, rinuncia alla propria stessa funzione di garante dei diritti e della giustizia.

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