Dichiarazione di Maurizio Turco e Irene Testa segretario e tesoriere del Partito Radicale
Esprimiamo profonda preoccupazione per il contenuto del Decreto sicurezza appena approvato dal Senato, che interviene in modo grave e regressivo sul sistema penitenziario e sull’equilibrio dello Stato di diritto.
Dopo decenni di denunce inascoltate sulle condizioni disumane delle carceri italiane – segnate da sovraffollamento cronico, aumento dei suicidi e violazioni sistematiche dei diritti fondamentali – il Governo sceglie ancora una volta la via repressiva, invece di affrontare le cause strutturali del problema.
Tra gli aspetti più inquietanti del provvedimento vi è la previsione di operazioni sotto copertura all’interno degli istituti penitenziari, con margini di irresponsabilità penale per gli agenti coinvolti. Una scelta gravissima, incompatibile con i principi dello Stato di diritto, che rischia di introdurre nelle carceri un clima permanente di sospetto, paura e arbitrio.
In luoghi già segnati dalla sofferenza e dalla tensione, questa norma non aumenterà la sicurezza, ma alimenterà conflitto e disumanizzazione.
Una norma che rappresenta un pericoloso scivolamento verso pratiche incompatibili con una democrazia liberale, e che rischia di distruggere ulteriormente il fragile equilibrio umano e giuridico all’interno delle carceri, alimentando sfiducia, tensione e paura.
Il Partito Radicale richiama con forza il Parlamento al rispetto dei principi costituzionali: la pena deve tendere alla rieducazione, non alla repressione cieca; la dignità delle persone detenute non è negoziabile.
Ribadiamo con urgenza la necessità di un cambio radicale di paradigma: depenalizzazione dei reati minori, misure alternative alla detenzione, amnistia e indulto come strumenti straordinari ma necessari, apertura del carcere alla società civile.
Continuare ad aumentare pene e reati significa solo aggravare una crisi già fuori controllo. È tempo di restituire legalità , umanità e razionalità al sistema penale italiano.
